Il Foglio
Dopo l’Aula, sono pronti a osteggiare gli affanni di governo e maggioranza sulla sicurezza anche al di fuori del Parlamento. E nel farlo, Elly Schlein e Giuseppe Conte daranno vita a una specie di derby del Campo largo. Con un occhio sempre rivolto alle elezioni prossime e alla campagna elettorale per le ipotetiche primarie di coalizione. Alla Camera la segretaria del Pd ha parlato di “forzatura incredibile per coprire un fallimento”, si è trattenuta a lungo a Montecitorio durante il dibattito parlamentare sul decreto Sicurezza, rendendo palese la propria attenzione sul tema. Attenzione che adesso la leader dem vorrebbe poter “cavalcare”, spingendo molto sul tasto delle inefficienze e promesse tradite dal centrodestra. Poco prima del referendum, Schlein e il Nazareno hanno allestito una lunga “campagna di ascolto” che tra i suoi punti qualificanti aveva anche il tema della sicurezza. Tanto da organizzare lo scorso 5 marzo, sempre nella sede del Pd, un incontro dal titolo “Sicurezza e prevenzione”, con la stessa Schlein a rimarcare come “la sicurezza deve essere considerata un diritto fondamentale”, da assicurare non solo con la repressione “ma anche con prevenzione e coesione sociale”. Il piano della segretaria, insomma, di qui alle prossime settimane, è dar seguito a quella campagna d’ascolto. Puntando soprattutto su un rapporto privilegiato con i sindaci dem, che poi sono quelli che più spesso hanno posto il tema sicurezza come priorità del partito. Anche per questo la corrente di Stefano Bonaccini Energia popolare, confluita nella maggioranza che sostiene Schlein, sta organizzando per sabato 16 maggio un evento a Torino dal titolo “Sicurezza bene comune”, sotto la regia di Stefano Bonaccini, Alessandro Alfieri e del sindaco di Torino Stefano Lo Russo, coordinatore dei sindaci del Pd . “Serve una proposta credibile che parli al nord”, scrivono i promotori dell’evento. Specificando di voler ragionare “su un tema che troppo a lungo abbiamo lasciato alla destra, che lo ha strumentalizzato giocando sulle paure delle persone, ma fallendo alla prova di governo”. A ogni modo un altro canale che resterà aperto al Nazareno è quello con le sigle sindacali delle forze dell’ordine, una delle strade che Schlein si è aperta rivendicando apertamente la necessità di fare nuove assunzioni tra le forze di polizia. Dall’altro lato, però, nemmeno Giuseppe Conte resterà con le mani in mano. Il 2 aprile ha preso ufficialmente il via il percorso “ricostituente” del M5s denominato “Nova”. Il quale entrerà più nel vivo della discussione i prossimi 16 e 17 maggio, quando si apriranno 100 spazi di confronto in tutta Italia e in cui i partecipanti dovranno rispondere alla domanda: “Cosa deve fare il governo della coalizione progressista nei prossimi cinque anni per cambiare concretamente la vita delle italiane e degli italiani?”. Il presidente del M5s nel corso degli ultimi mesi è tornato con insistenza sul tema sicurezza. E in più occasioni, anche al Foglio, aveva preannunciato la volontà di farne una specie di pallino personale. Per questo la sensazione che aleggia dalle parti dell’ex premier è che tra i punti principali su cui si aprirà una discussione e un confronto all’interno dell’assemblea del Movimento ci sarà proprio la “sicurezza”, declinata in tutti i suoi riflessi economici e sociali. Non di meno, altri convegni potrebbero essere organizzati dai gruppi parlamentari del M5s alla Camera e al Senato, sul modello di quanto ha fatto in passato, per esempio, la deputata Marianna Ricciardi, firmataria di una proposta antiborseggio (che secondo esponenti della maggioranza, per altro, somiglierebbe molto a quella appena approvata nel decreto Sicurezza). Conte intanto ieri è tornato sul decreto Sicurezza criticandolo e dicendo che “non contiene nessuna reale misura per tutelare effettivamente la sicurezza dei cittadini, perché ancora oggi mancano 25 mila forze dell’ordine sui territori per strada. Bisogna investire, metterci dei soldi”. Proprio il capitolo dei fondi da destinare alla tutela “dei cittadini” sarà uno dei suoi mantra. “Toglieteli al Ponte sullo Stretto e ai centri in Albania”, ripete. Pure la sindaca di Genova Silvia Salis, nel frattanto, cerca di occuparsi del tema chiamando a raccolta l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli . Secondo un sondaggio di Termometro politico sarebbe “più convincente” di Schlein e Conte come leader del Campo largo. E così Elly e Giuseppe non vogliono perdere terreno. Ieri su queste colonne abbiamo scritto come pure il 25 aprile si sia trasformato in un esempio di primarie con altri mezzi. Ma anche sulla sicurezza a sinistra non sono da meno.
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