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"Presto l'Ai busserà alle porte della stop-motion, ma la guideremo", dice Peter Lord | Collector
Il Foglio

"Presto l'Ai busserà alle porte della stop-motion, ma la guideremo", dice Peter Lord

Il primo festival italiano interamente dedicato alla stop-motion rilancia un linguaggio che unisce artigianato, innovazione e immaginazione, portando in Italia tutto il meglio del settore internazionale tra proiezioni, masterclass e confronti sulla forza culturale e creativa di quest’arte Nonostante i sempre più fantascientifici progressi tecnologici, c’è un modo di fare cinema che continua a nascere dal contatto diretto con la materia, dai tempi di lavorazione lunghi, dalla precisione artigianale dei gesti, oggi come allo stesso modo di più di 100 anni fa. È il cinema in stop-motion, linguaggio antico e modernissimo, grande protagonista al centro della seconda edizione degli Stop e-Motion Days , il festival internazionale ospitato al museo M9 di Mestre , che dal 15 al 19 aprile 2026 ha riportato per la sua seconda edizione l’attenzione su una forma espressiva ancora troppo poco valorizzata soprattutto in Italia, ma capace da sempre di tenere insieme la sua tecnica minuziosa e la fervida immaginazione. Il progetto è firmato dal collettivo veneto Quarta Parete , composto interamente da ragazzi e ragazze under 30, e si presenta come il primo festival italiano e uno dei pochissimi al mondo interamente dedicato quest’arte. Una piattaforma culturale e professionale capace di mettere in dialogo eccellenza artistica, formazione e industria , con un’offerta che include proiezioni internazionali, talk, masterclass, workshop, attività per bambini e studenti, retrospettive ed eventi, restituendo alla stop-motion la complessità che merita. In questa seconda edizione, a spiccare tra gli ospiti è il nome di Peter Lord , direttore creativo e co-fondatore di Aardman Animations (Wallace & Gromit, Galline in Fuga, Shaun the Sheep, ecc.), eccellenza mondiale del settore e presenza che da sola dimostra le aspirazioni internazionali della manifestazione. “La stop-motion è un mondo bellissimo, ma può essere anche abbastanza solitario” dice Peter Lord “e proprio per questo eventi come questo, per fare comunità, sono fondamentali. Io quest’anno sono entusiasta di celebrare i 50 anni di Aardman Animations, che è una cosa meravigliosa! Il mondo è cambiato tanto in questi 50 anni, ma ciò che non è mai mutato è il cuore al centro della stop-motion”. E quando gli chiediamo qualcosa sull’IA, la risposta è possibilista: “La stop-motion è rimasta praticamente invariata nell’arco di 120 anni. Usiamo ancora le mani, è una tecnica molto artigianale. Ma sì, le nuove forme di tecnologia e l’IA stanno bussando alla porta, e quello che penso è che dobbiamo semplicemente essere preparati. Impatterà il settore, ovviamente, perché impatterà tutto il mondo: noi continueremo a cercare di fare ciò che facciamo meglio, ma se sarà un’onda che dovrà essere cavalcata e governata, lo faremo. La tecnologia, in generale, va sempre capita e governata.” Accanto a Peter Lord, il festival ha proposto una retrospettiva dedicata a Jan Švankmajer , autore seminale per comprendere il lato più perturbante, visionario e sperimentale della stop-motion, un ampio programma di panel industry capace di affrontare anche temi di forte attualità, e il Collegium: un workshop guidato dal regista e animatore stop-motion Paolo Gaudio che è diventato un vero viaggio di cinque giorni tra materia, coscienza e pratica della stop-motion. Ed è forse questa l’intuizione più interessante di Stop e-Motion Days: creare un festival completamente verticale, che si concentra sul creare rete in un gruppo di addetti ai lavori, appassionati e studiosi, ricordando allo stesso tempo anche ai visitatori che la stop-motion non è una tecnica del passato, ma un campo estremamente vivo e fertile anche sul territorio italiano, capace di sorprendere continuamente. Riportando al centro il valore del costruire, della creatività, e dando forma al movimento fotogramma dopo fotogramma.

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