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La prima volta di Winston sul traghetto. Lettera da un Maestrale | Collector
La prima volta di Winston sul traghetto. Lettera da un Maestrale
Il Foglio

La prima volta di Winston sul traghetto. Lettera da un Maestrale

Ogni volta che torno dalla Sardegna al Continente, come qui chiamano l’Italia, inesorabile si alza il Maestrale. Anzi come dicono i locali, “entra” il Maestrale – un Signore che ritorna nel suo regno. Il grande vento piega le chiome dei giovani alberi fino a terra, a costringerle ad inchinarsi. Soffia scuro sui tetti, strappa rabbioso i panni stesi. In spiaggia, nessuno. Il boato delle onde, quando esplodono in schiuma candida sugli scogli. Qui sul molo di Olbia ci siamo oggi quasi solo io e Winston: sei mesi, mezzo segugio e mezzo chissà. Ho pianto tanto, per il mio cane di 18 anni: un grosso pezzo di vita. Poi ho capito che l’unica chance era cercarne un altro come lui – che mi porti fuori al mattino. Peregrina tra canili sardi, infine l’ho visto. In fondo alla gabbia, orecchie ammainate, occhi tristi . Certamente lui. Mi sono seduta a terra. Mi è venuto in braccio. Ed eccoci sul molo, il Maestrale, io e Winston. Vento a quaranta nodi, cielo di asfalto. Mai vista una nave così vuota. Ciò che adoro dei traghetti, è la cabina. Una cella senza wi-fi: in clausura, per otto ore. Winston, gaio, si rotola sul letto. Proibiti i ponti per le condizioni del mare, mi accuccio nella mia cella. Il pavimento ondeggia. Grande perplessità negli occhi infantili di Winston: mi si rannicchia fra le gambe. Penso al mio cane, e vorrei piangere. Un “piccolo” dolore, che non puoi condividere. Di questi tempi drammatici, poi. (Eppure non pochi piangono di più il loro cane, che un amico). I l traghetto affronta il Maestrale con la sua mole di acciaio . Dalle vetrate del bar un mare corrusco, un cielo di vendetta. Si fa notte. Quanto, a Livorno? La barista non sa, un inglese solitario è alla terza birra, ai tavoli i camionisti parlano lingue dell’est. Ma sorrido di Winston che sbalordisce nel vedersi per la prima volta in uno specchio, al bar . (I cuccioli, sono un po’ e un po’ Neanderthal e un po’ bambini. Per questo li si ama subito). Ed ora via, Winston, si sbarca, si va a Milano. Ancora un altro pezzo di vita.

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