Il Libraio
Il ritorno del "Diavolo veste Prada", tra il grande schermo e le pagine di Lauren Weisberger, è l’occasione per riflettere su un’epoca che oggi ci appare lontanissima. Dalle redazioni di Manhattan dei primi anni Duemila, dove il successo si misurava in tacchi a spillo, litri di caffè e notti in bianco, siamo scivolati verso la "società della stanchezza", in cui il mito del "lavoro dei sogni" ha ceduto il passo all'analisi del burnout. Da Carrie Bradshaw a Rory Gilmore, passando per Rebecca Bloomwood e Bridget Jones, osserviamo come la sensibilità contemporanea – tra il revisionismo di TikTok e la nuova saggistica – abbia smontato pezzo per pezzo la scrivania di Miranda Priestly. Un viaggio tra cinema, bestseller e romanzi millennial per capire come, insieme al nostro armadio, sia cambiata soprattutto la nostra idea di felicità Leggi l'articolo completo Tutti vogliono essere noi? Il ritorno di “Il diavolo veste Prada” e il naufragio del “lavoro dei sogni” .
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