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C'è una data da cerchiare in rosso: giovedì 30 aprile l ex designatore Gianluca Rocchi - che si è autosospeso - è chiamato a comparire davanti al pm Maurizio Ascione in procura a Milano dopo l'avviso di garanzia su tre capi d'imputazione: il caso Udinese-Parma e l'accusa di aver assegnato "arbitri graditi" all'Inter in almeno due occasioni. ROCCHI SCEGLIE IL SILENZIO Secondo quanto riporta Sportmediaset non è ancora chiaro se Rocchi risponderà alle domande del pubblico ministero o se usufruirà della facoltà di non rispondere. Secondo indiscrezioni, dovrebbe scegliere il silenzio. E il motivo lo spiega l'avvocato dello stesso Rocchi in esclusiva a Pressing " Stiamo valutando che iniziative difensive intraprendere. Nella contestazione si fanno riferimento ad altre persone, ma non vengono indicate. Sarebbe un reato plurisoggettivo, devono partecipare più persone, eppure l'avviso di garanzia è solo per Rocchi. Sta subendo un'ingiustizia" . GERVASONI RISPONDE Secondo Gazzetta.it il supervisore Var Andrea Gervasoni, che si è autosospeso due giorni fa dopo l'invito a comparire nell'inchiesta milanese sul sistema arbitrale, sarebbe intenzionato a rispondere alle domande del pm Maurizio Ascione nell'interrogatorio fissato per giovedì, il 30 aprile . Lo ha spiegato il suo legale, l'avvocato Michele Ducci, spiegando che il suo assistito " dovrebbe rispondere ". Gervasoni è indagato per concorso in frode sportiva per il caso di Salernitana-Modena dell'8 marzo 2025 per un rigore prima dato agli emiliani e poi revocato su intervento della sala Var. COME NASCE L'INCHIESTA Come scrive Repubblica , l’indagine prende avvio da un esposto di Domenico Rocca, ex guardalinee, a cui si sono aggiunte altre segnalazioni, tra cui quella dell’avvocato Michele Croce del 7 gennaio 2024. L’episodio iniziale più rilevante è quello di Udinese-Parma del 1° marzo 2025, in cui l’arbitro al Var Daniele Paterna cambiò indicazione su un rigore, suggerendo all’arbitro Fabio Maresca una on field review. Secondo la Procura di Milano, a influenzarlo fu lo stesso Gianluca Rocchi, presente nella sala Var di Lissone. Questo è lo spunto che ha portato all’apertura del fascicolo, acquisendo anche audio e video della sala Var. GLI INDAGATI Sarebbero cinque le persone indagate, ma potrebbero essere molte di più. Trova conferma anche dal fatto che nell’avviso di garanzia si parla di 'altre persone in concorso'. Oltre a Rocchi e Gervasoni, sono indagati anche Nasca, di Vuolo e Paterna (per false informazioni riferite al pm) LE PARTITE SOTTO LA LENTE D'INGRANDIMENTO Le partite a oggetto dell’indagine sono al momento cinque: Udinese-Parma, Inter-Verona e Bologna-Inter di Serie A, Inter-Milan di Coppa Italia, Salernitana-Modena di Serie B. Ci sono altri indagati, oltre i cinque noti, tutti arbitri e nessun dirigente o calciatore. L'INTER NON E' INDAGATA La procura di Milano ha chiarito che non ci sono indagati fra i tesserati e i dirigenti dell’Inter. Il club nerazzurro compare nell’indagine come possibile beneficiaria di alcune designazioni arbitrali. In particolare, Rocchi avrebbe cercato di evitare all’Inter l’assegnazione nei big match dell’arbitro Daniele Doveri, che i pm milanesi considerano “sgradito” al club. Allo stato non risultano indagati dirigenti o tesserati del club. Come scrive Repubblica , non essendoci indagati all’interno del club, né contestazioni formali a suo carico, non emergono presupposti immediati per sanzioni penali o sportive. Eventuali sviluppi dipenderanno da quello che emergerà nell’inchiesta penale milanese e da un possibile conseguente intervento della giustizia sportiva.
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