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“L’uomo non cambia mai”
Il Foglio

“L’uomo non cambia mai”

“Certe meschinità non sono patologie sociali: sono l’uomo”. E ancora: “Il peccato originale non è un’idea morale, è una diagnosi evolutiva”. Inoltre: “L’uomo è bacato in partenza, fattene una ragione”. Sono frasi tratte da “Quasi sapiens. Dalla scimmia a Trump” di Guido Damini (Utet). Dunque ho avuto ragione a inserire il divulgatore cremonese nel mio Catalogo dei Maestri . Le sue camicie con le iniziali ricamate dimostrano che è un borghese, questa sua supersintetica storia dell’umanità dimostra che, al di là dello stile giovanilistico, è un conservatore vero. Sì, a non credere nel peccato originale sono i progressisti, o gli sciocchi, come li chiamava Nicolás Gómez Dávila che invece ci credeva tantissimo, alla stregua di Baudelaire, Chesterton, Girard e ovviamente sant’Agostino. Non sempre sono d’accordo con Damini (su Israele non mi convince del tutto) ma l’essenziale per me è condividere un’antropologia, ossia uno scetticismo. Quella saggia sfiducia nel genere umano che gli fa scrivere: “L’uomo non cambia mai e, di conseguenza, se c’è una cosa che la Storia insegna, è che gli uomini non hanno mai imparato nulla dalla Storia”.

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