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Palazzo Chigi si costituisce parte civile nel processo su Crans Montana
Il Foglio

Palazzo Chigi si costituisce parte civile nel processo su Crans Montana

"La presidenza del Consiglio dei ministri, tramite l'Avvocatura Generale dello Stato, che a sua volta ha delegato uno studio legale elvetico, ha depositato l'atto di costituzione di parte civile della Repubblica Italiana nel procedimento penale relativo all'incendio avvenuto a Crans-Montana tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026". Lo annuncia una nota di Palazzo Chigi che spiega: "La decisione è motivata dal danno diretto arrecato al patrimonio dello stato italiano a causa delle ingenti risorse mobilitate dal Servizio nazionale della Protezione civile per l'assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti". Sotto il profilo delle responsabilità la scelta di Palazzo Chigi "evidenzia come il coinvolgimento delle autorità locali nella genesi dell'evento sia considerato estremamente verosimile – prosegue la nota – giustificando la ferma richiesta di ristoro contro tutti i soggetti civilmente responsabili". Il governo italiano "continuerà ad assicurare il massimo impegno nel monitorare ogni fase del procedimento giudiziario in Svizzera, garantendo un'informazione costante e trasparente sulle proprie iniziative e confermando il pieno e ininterrotto supporto alle famiglie delle vittime e ai feriti, affinché sia fatta piena luce sulle responsabilità e sia resa giustizia per il grave danno subito dalla comunità nazionale". La decisione era già stata annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni qualche giorno fa quando il Cantone del Vallese aveva fatto sapere che non avrebbe pagato le spese sanitarie sostenute dall'Ospedale di Sion, che ammontano a 108 mila euro, per le cure prestate ai quattro ragazzi italiani rimasti feriti nell'incendio di Crans-Montana la notte di capodanno. Infatti sui social la premier aveva preannunciato: "Apprendo da notizie di stampa che le autorità svizzere hanno intenzione di chiedere all’Italia il pagamento delle esose spese mediche che l’ospedale di Sion avrebbe sostenuto per i ricoveri, anche di poche ore, di alcuni ragazzi rimasti feriti nell’incendio di Crans-Montana. Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l'Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata". A stretto giro anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva replicato: "Mi pare che sia ovvio che non paghiamo. La responsabilità è solo di chi gestiva quel locale e di chi non ha fatto fare i controlli. Non c'è alcuna responsabilità italiana". E questa è stata anche la posizione che l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado aveva ribadito al consigliere di Stato vallesano Mathias Reynard: "Con lui sono stato chiaro, l'Italia non pagherà le spese sanitarie per i feriti di Crans-Montana, di cui la Svizzera ha intenzione di chiedere il rimborso; il nostro paese si è fatto carico della cura di due cittadini svizzeri, per settimane, in un caso, e per mesi, nell'altro, all'Ospedale Niguarda di Milano. Inoltre, la protezione civile della Valle d'Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore dopo la tragedia: c'è un principio di reciprocità che va rispettato". Intanto la procura del Cantone del Vallese, che indaga sulla strage di Capodanno al Constellation, ha aperto una seconda inchiesta penale per accertare eventuali responsabilità dell'Organisation cantonale valaisanne des secours (Ocvs) nella gestione dei soccorsi durante la tragica notte del primo gennaio.

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