Collector
Evidentemente solo a re Carlo sarebbe concesso fare umorismo macabro sulla Brigata ebraica | Collector
Evidentemente solo a re Carlo sarebbe concesso fare umorismo macabro sulla Brigata ebraica
Il Foglio

Evidentemente solo a re Carlo sarebbe concesso fare umorismo macabro sulla Brigata ebraica

Carlo III è re e uomo di mondo . Ricorrendo al British humour, ha ricordato agli ex abitanti delle colonie del New England, fuggiti dalle persecuzioni religiose inglesi per poi instaurare altrove laicità e libertà costituzionale, che la loro settecentesca Dichiarazione di indipendenza (1776), decisivo atto ostile verso la Madrepatria, dipendeva in realtà, come il Bill of Rights, da documenti inglesi antecedenti di parecchio come la Magna Charta (1215) o la Declaration of Rights (1689). Un bel discorso di riconciliazione e di amicizia e fratellanza che senza lo sfondo del sense of humour sarebbe stato un brutto discorso di pallosa compiacenza. Per non parlare del gallows humour, l’umorismo patibolare o macabro, che ha suggerito a Carlo la migliore battuta del suo viaggio, di gran lunga. Come sappiamo, nel 1814 gli inglesi incendiarono Casa Bianca e sede del Congresso, costringendo alla fuga il presidente James Madison e i dignitari. Come sappiamo, Donald J. Trump sta ristrutturando la Casa Bianca con un nuovo ballroom al quale è molto affezionato. In un’altra cerimonia amicale Carlo ha detto: “Anche noi in passato abbiamo cercato di ristrutturare la Casa Bianca”. E qui siamo arrivati al registro del macabro grandioso e folleggiante, flamboyant. Un caso in cui l’umorismo si è messo al servizio del re almeno quanto il monarca si è messo al servizio dell’umorismo, formidabile accoppiata. Un’altra accoppiata, meno formidabile perché non siamo né Windsor né Mountbatten, è formata dal mio amico Andrea Marcenaro (Andrea’s Version) e da me. A Roma avevano pescato un ebreo fesso, pesca difficile ma possibile, e molto confuso, che è accusato di aver sparato con una pistola ad aria compressa e pallini di gomma a una coppia di manifestanti Anpi , di quelli con fazzoletto e kefiah che talvolta scacciano dai cortei della Liberazione la Brigata ebraica e in genere appartengono al partito internazionalista di Hamas e Hezbollah, liberazione dal fiume al mare. Interpellato in merito, Andrea ha avuto il torto di fornirmi al telefono questa battuta: “Se avesse fatto scoppiare anche un palloncino gli avrebbero dato l’ergastolo”. Io ho avuto il torto di rubargliela con il suo consenso informato e di metterla su X con l’esplicativo #gallowshumour. Ma bisogna essere re per permettersi queste cose. Così, mentre al tè della Casa Bianca ridevano allegramente sull’incendio e il ballroom, incuranti dei titoli dell’aristocrazia della battuta, in tanti hanno deciso di augurarmi/augurarci la morte invece di curare con umorismo il loro senso della vita. Come due poveri san Lorenzo, siamo stati messi sulla graticola sacrificale e dopo un po’ di quel piccolo rogo di rosticceria, per districarci dalla piccola buriana social, non ci rimaneva altro che ricorrere alle parole che le agiografie attribuiscono al santo nell’occasione del suo martirio: “Questa parte è cotta, rovescia e mangia”. Detto questo, nell’Italia delle spranghe e delle pitrentotto e delle intolleranze antigiudaiche, recentissima versione della vecchia tendenza alla violenza di gruppo e personale, minuscoli pallini di gomma e palloncini dovrebbero valere una sculacciata ben data al fesso del giorno piuttosto che un’accusa di tentato omicidio. O no?

Go to News Site