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Trump dice di non essere più “Mr. nice guy” con Teheran. L’audizione di Hegseth e Caine al Congresso | Collector
Trump dice di non essere più “Mr. nice guy” con Teheran. L’audizione di Hegseth e Caine al Congresso
Il Foglio

Trump dice di non essere più “Mr. nice guy” con Teheran. L’audizione di Hegseth e Caine al Congresso

Per il presidente americano Donald Trump, il blocco navale nello Stretto di Hormuz si sta rivelando un’arma negoziale più efficace dei bombardamenti sul territorio iraniano , e finché il regime di Teheran non accetterà l’accordo sul programma nucleare, resterà in vigore , ha detto ieri in un’intervista telefonica con la testata Axios : “Stanno soffocando come un ‘maiale ripieno’, e andrà ancora peggio. Non possono avere un’arma nucleare”. Soltanto poche ore prima, Trump aveva pubblicato sul suo social Truth un’immagine generata con l’intelligenza artificiale che lo ritrae con una mitragliatrice in mano, mentre sullo sfondo esplodono delle bombe sul fianco di una montagna con uno slogan: “Non più Mr. nice guy”. A corredo della foto, Trump ha lanciato un avvertimento all’Iran che “non riesce a darsi una regolata, non sanno come firmare un accordo sul nucleare”: faranno bene a “darsi una svegliata al più presto”. Nel post, Trump ne riprendeva uno precedente in cui già affermava di voler adottare una linea dura nei confronti del regim e. Anche il capo del Pentagono Pete Hegseth ieri, nella prima audizione al Congresso dall’inizio della guerra contro l’Iran e due giorni prima della scadenza dei 60 giorni entro i quali chiedere l’autorizzazione per il conflitto, ha ribadito più volte che l’Iran non avrà il nucleare , durante la guerra dei Dodici giorni, lo scorso giugno, gli Stati Uniti “hanno distrutto gli impianti nucleari” dell’Iran, sono le ambizioni iraniane sul nucleare a non essere ancora state eliminate. Il generale Dan Caine , che ha testimoniato con Hegseth al Congresso, ha dichiarato che dopo due mesi di guerra gli iraniani “sono più deboli e meno capaci di quanto non lo siano stati negli ultimi decenni”, nonostante secondo una recente testimonianza della Defense Intelligence Agency l’esercito di Teheran conserverebbe ancora migliaia di missili e droni e starebbe recuperando le sue scorte di missili e lanciatori sepolti tra le macerie degli attacchi americani. Se alle conferenze stampa settimanali con cui il Pentagono aggiorna sullo stato della guerra contro l’Iran Hegseth, oltre a lodare i successi dell’Amministrazione Trump, preferisce prendersela con i giornalisti – che soltanto pochi giorni fa ha definito “farisei” – ieri ha puntato il dito contro “le parole sconsiderate, irresponsabili e disfattiste dei democratici e di alcuni repubblicani al Congresso”, definendole la sfida più grande che gli Stati Uniti devono affrontare nella guerra contro l’Iran, più dell’esercito iraniano. Eppure un sondaggio condotto dalla Reuters e Ipsos poco prima della sparatoria alla cena dei corrispondenti  della Casa Bianca darebbe (in parte) ragione alle critiche del Congresso: il gradimento degli americani a Trump dopo la guerra all’Iran sarebbe in calo , raggiungendo i livello più basso del suo mandato soprattutto a causa dell’aumento della vita e di oltre il 40 per cento dei prezzi della benzina. Anche per questo motivo martedì Trump avrebbe incontrato alla Casa Bianca dirigenti del settore petrolifero e del gas, tra cui l’amministratore delegato di Chevron, per discutere delle conseguenze energetiche della guerra con Teheran. Quando durante l’audizione è stata annunciata per la prima volta la spesa di 25 miliardi di dollari per l’Operazione Epic Fury e Hegseth ha richiesto il “bilancio storico” di quasi 1.500 miliardi di dollari per il Pentagono per il 2027 , il segretario alla Difesa ha definito “trabocchetti” le osservazioni dei democratici sull’aumento dei costi interni di benzina e cibo a causa della guerra in Iran. Il deputato democratico del Massachusetts Seth Moulton ha affermato di stimare che l’operazione sia già costata 100 miliardi di dollari, ovvero circa 600 dollari a contribuente . Hegseth ha dato la colpa ad anni di “sottoinvestimenti” dell’Amministrazione Biden, poi ha lanciato una provocazione: “Quanto sareste disposti a pagare per garantire che l’Iran non si doti di una bomba nucleare?”. Secondo le fonti bene informate del giornalista di Axios Barak Ravid, il Comando centrale degli Stati Uniti avrebbe preparato un piano per una serie di attacchi “brevi e potenti” contro l’Iran nella speranza di sbloccare la situazione di stallo nei negoziati, mentre secondo il Wall Street Journal Trump ha incaricato i suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dei porti iraniani. Nella telefonata con Ravid, il presidente americano si è rifiutato di parlare di eventuali piani, ma un’azione militare sarebbe ancora in considerazione se l’Iran dovesse tenere il punto. Alla stessa domanda a Capitol Hill, il capo del Pentagono ha risposto alla deputata democratica della Pennsylvania Chrissy Houlahan: “Come sapete e come ha affermato il presidente, non rivelereste mai queste informazioni al vostro avversario, soprattutto dopo aver decimato il suo esercito e aver preso il controllo del suo Stretto”.

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