Il Foglio
La Global sumud flotilla, diretta a Gaza con un carico di aiuti umanitari, è stata intercettata nella notte dalle motovedette israeliane a ovest di Creta, in acque internazionali. La Marina di Tel Aviv ha sequestrato circa 50 imbarcazioni con 400 attivisti a bordo , informando i passeggeri di essere "in arresto" a poco meno di mille chilometri dalle coste israeliane (gli attivisti sostengono invece che le imbarcazioni sarebbero 22). Un video diffuso su Telegram mostra un membro dell'equipaggio di una delle imbarcazioni a mani alzate mentre un soldato armato sale a bordo. Gli attivisti hanno denunciato quello che definiscono "un rapimento di civili nel mezzo del Mediterraneo, a oltre 960 chilometri da Gaza" , parlando apertamente di "pirateria" e chiedendo ai governi di intervenire per proteggere la missione e chiamare Israele a rispondere delle proprie azioni. Un funzionario israeliano ha spiegato che le dimensioni della flottiglia hanno indotto le autorità a decidere di intercettarla a grande distanza dalla costa. Mentre quelli della Flotilla sostengono che Israele abbia lasciato diverse imbarcazioni "in avaria" e "danneggiate" dopo l'intervento, durante il quale sarebbero stati "distrutti i motori e i sistemi di navigazione". Le comunicazioni con alcune imbarcazioni risulterebbero inoltre interrotte, rendendo difficile il coordinamento e la richiesta di soccorso. Diversa la versione fornita dal ministero degli Esteri israeliano, che sostiene che circa "circa 175 attivisti, provenienti da oltre 20 imbarcazioni della 'flottiglia dei preservativi' , stanno ora raggiungendo pacificamente Israele". Il riferimento ai preservativi è legato ai condom che la marina israeliana sostiene di aver trovato sulle imbarcazioni della Flotilla, insieme a bustine di plastica che, dicono gli israeliani, avrebbero contenuto droga. Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha attivato immediatamente l'Unità di Crisi e le ambasciate a Tel Aviv e Atene per tutelare i cittadini italiani presenti a bordo. Anche Freedom Flotilla Italia ha espresso solidarietà agli attivisti coinvolti, definendo l'accaduto "un intervento armato in acque internazionali ai danni di un'imbarcazione civile" e sollecitando una condanna esplicita da parte del governo italiano e dell'Unione europea. Dura anche la reazione della Turchia , che ha definito l'azione israeliana "un atto di pirateria" e ha dichiarato di aver adottato "tutte le misure necessarie" per i propri cittadini a bordo. Il ministero degli Esteri di Ankara ha invitato la comunità internazionale ad "adottare una posizione unitaria contro questo atto illegale", sottolineando che Israele ha violato "i valori umanitari e il diritto internazionale".
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