Il Foglio
Dalle intenzioni di voto ai rapporti con i paesi esteri, fino all'energia: molti i temi che l'istituto di analisi Youtrend ha sottoposto a un campione di 813 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia. Per quanto riguarda la politica interna, le rilevazioni sull’operato del governo guidato da Giorgia Meloni vede dominare i giudizi negativi nel 59 per cento dei casi (due punti percentuali in più rispetto al sondaggio precedente). Quelli positivi sono al 33 per cento (-1 per cento), mentre gli indecisi si fermano all’8 per cento (anche qui -1 per cento). Per la premier ci sono notizie migliori sulle intenzioni di voto: Fratelli d'Italia rimane saldamente in testa al 26,6 per cento, con una lieve crescita di 0,2 punti . La stessa percentuale che, al contrario, ha perso il Partito democratico, che cala al 22,7 per cento. La perdita più sostanziosa però è del Movimento cinque stelle, che lascia sul terreno 0,7 punti e si ferma al 13,4 per cento. Va male anche al generale Roberto Vannacci: il suo Futuro Nazionale infatti perde lo 0,6, per attestarsi al 3,5 per cento . Con il Primo maggio alle porte, Youtrend ha anche chiesto quale fosse la priorità per contrastare il lavoro povero. Per il 40 per cento degli italiani si tratta della riduzione del cuneo fiscale , seguita dall’introduzione di un salario minimo per legge (35 per cento). Il rafforzamento dei contratti collettivi nazionali si ferma invece al 9 per cento. Sul fronte energetico, la maggioranza degli italiani crede per fronteggiare la crisi il nostro paese dovrebbe investire di più sulle rinnovabili (36 per cento), in modo da favorire una più veloce transizione energetica. Ma si dovrebbe tornare a investire anche sul nucleare, reputata dal 32 per cento delle risposte come unica fonte di energia capace di garantire l'indipendenza strategica . Meno gettonata, invece l’ipotesi di diversificare i fornitori di petrolio e gas naturale (19 per cento). Secondo i sondaggi, Ucraina e Stati Uniti sono i paesi che, in misura maggiore, per gli italiani dovrebbero essere visti come alleati. Nel dettaglio, il 42 per cento indica Kyiv come alleato, mentre il 37 per cento ritiene che non debba essere né un alleato né un avversario. Solo il 5 per cento degli intervistati invece pensa che debba essere considerata come un avversario. Per quanto riguarda Washington, la quota di chi pensa che debbano essere visti come alleati è del 37 per cento, contro il 32 per cento che li colloca nella categoria “né alleato né avversario” e il 16 che giudica gli statunitensi avversari. I negoziati tra Stati Uniti e Iran porteranno a una pace duratura, almeno per il 13 per cento delle risposte. Mentre il 70 per cento degli italiani rimane convinto che ci sarà una ripresa del conflitto (+1 punto rispetto alla rilevazione precedente) .
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