Il Foglio
"Ci sono cose che hanno un prezzo altre che hanno un valore, per me libertà di informazione è inalienabile". Queste sono le parole che il conduttore di Report Sigfrido Ranucci ha scritto su Facebook commentando la lettera inviatagli, come anticipato dal Foglio , dal direttore dell'approfondimento Rai Paolo Corsini dopo la sua partecipazione a È Sempre Cartabianca su Rete 4, e dopo un'interlocuzione telefonica che evidentemente non era servita a chiarire del tutto la questione, per aver diffuso una notizia "non ancora verificata", come ha ammesso lo stesso Ranucci. Secondo l'Ansa, la Rai non intenderebbe offrire copertura legale, come invece normalmente fa per le inchieste che vanno in onda su Report, qualora il ministro Nordio dovesse dare seguito all'annuncio di un'iniziativa legale. "Prendo atto di quanto riporta l'Ansa - ha scritto il conduttore - che da ottima agenzia ha avuto la notizia prima che mi venisse comunicata personalmente la decisione dell'azienda. Tuttavia non ho timori di affrontare in giudizio il ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell'Albo dei giornalisti. Sul resto, ci sono cose che hanno un prezzo altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell'umanità". Probabilmente il fatto che Ranucci sia andato ospite a Mediaset per parlare di attualità e non solo per presentare il suo libro ha fatto storcere il naso a viale Mazzini. Nella lettera infatti, Corsini sottolinea che le dichiarazioni di Ranucci sono state rese a una "trasmissione concorrente" e ha sottolineato come il servizio pubblico sia "tenuto a un rispetto rigoroso dei principi di correttezza dell'informazione, verifica delle fonti e tutela della reputazione dei soggetti coinvolti, a maggior ragione quando si tratta di esponenti istituzionali che rappresentano la collettività". Corsini contesta inoltre, come alcune dichiarazioni, "anche formalmente smentite in diretta dal diretto interessato", si prestino ad appunti "sul piano deontologico" e "per le modalità approssimative con cui sono state formulate", rischino di esporre Ranucci e l'azienda "a possibili conseguenze, quantomeno sul piano reputazionale". L'azienda ha specificato che non si tratta di un provvedimento disciplinare, ma di un richiamo scritto. Il caso ha sollevato un acceso dibattito politico: la presidente della commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia, del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato: "La lettera di richiamo della Rai a Sigfrido Ranucci è un atto molto grave. Chiederò all'azienda i dettagli di un provvedimento di cui a nessuno può sfuggire la valenza 'politica'. Registro un eccesso di zelo e un'attenzione al limite dello spasmodico verso Ranucci e verso Report: un clima tossico incompatibile con il servizio pubblico". E a lei si sono aggiunti i parlamentari del Pd nella stessa commissione che chiedono "chiarimenti ai vertici Rai per la lettera di richiamo al Giornalista Ranucci, il quale con estrema professionalità porta avanti le sue inchieste giornalistiche, sempre nel rispetto della piena trasparenza e con estremo coraggio, nonostante le numerose intimidazioni ricevute, di cui addirittura un attentato bomba". Angelo Bonelli di Alleanza Verdi-Sinistra invece ha definito il richiamo a Sigfrido Ranucci "intollerabile: è l'ennesimo accanimento contro un'informazione libera, indipendente e autonoma nel servizio pubblico". Durante la trasmissione condotta da Bianca Berlinguer, intervenendo sul caso della grazia concessa a Nicole Minetti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Ranucci ha dichiarato che “una fonte ci avrebbe detto di aver visto Nordio del ranch di Cipriani”, riferendosi a una delle proprietà in Sudamerica di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, e alludendo in questo modo a una sua vicinanza al ministro della Giustizia. Frase che ha portato il Guardasigilli a telefonare in diretta per smentire la ricostruzione: " Escludo nella maniera più assoluta di essere mai stato, non so, al ranch a casa... non so da dove escano queste cose inventate di sana pianta ", ha detto il ministro che poi ha aggiunto: "C'è un limite a tutto, ma no a questo degrado morale e anche mediatico: il fatto stesso che una persona in televisione dica che sta verificando...".
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