Il Foglio
"E’ una storia terribile e dobbiamo chiarire le cose. Non siamo una repubblica delle banane, siamo un paese serio”. Raccolto dal quotidiano di argentino La Nación, lo sfogo di un cittadino uruguayano “di origine italiana” fotografa gli estremi del caso Nicole Minetti . Da una parte, dopo le denunce sulle supposte irregolarità dell’adozione del minore che ha poi portato alla grazia presidenziale, dalle autorità di Montevideo sono partite effettivamente una serie di inchieste sull’Inau: quell’Instituto del Niño y Adolescente del Uruguay che ha gestito la vicenda (e che ha appena reso noti dati secondo cui in questo momento starebbe curando la possibile adozione di 564 minori). C’è stata anche l’interrogazione di una deputata, e anche prima di questo caso l’Inau stava venendo criticata per vari problemi: aver siglato un contratto per la formazione di personale con una università argentina piuttosto che nazionale, lamentele sulla gestione del personale, carenza di risorse, anche alcuni decessi di minori sotto sua custodia. Ma, appunto, i controlli erano già in corso, e hanno comunque appurato che i genitori dell’adottato erano delinquenti abituali, con vari precedenti per furto aggravato e spaccio di stupefacenti. Assolutamente non in grado di prendersi cura di un bambino, peraltro in gravi condizioni di salute infatti non lo facevano). Dall’altra, il tutto viene inserito in una descrizione dell’Uruguay secondo stereotipi di arretratezza sudamericana che sarebbe il caso di evitare, dal momento che si tratta di uno dei paesi più civili del continente e con indici in alcuni casi migliori dell’Italia. E’ un paese civile, con un reddito superiore alla media della regione, istituzioni democratiche solide, alternanza di governo, magistratura indipendente e stampa libera. Dipingere l’Uruguay come un paese in cui ricchi occidentali possono andare tranquillamente a rubare i bambini ai genitori e ad ammazzare avvocati, solo per portare avanti una tesi, è un’offesa verso il paese sudamericano e un cattivo servizio nei confronti dell’opinione pubblica italiana.
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