Collector
Nino | Collector
Nino
Il Foglio

Nino

Tutto il film si regge sulle spalle di un giovane attore eccezionale, il canadese Théodore Pellerin – il “Nino” del titolo che ha cominciato la scuola di teatro a 12 anni. Un giovanotto che nella prima scena si sente fare una diagnosi di cancro alla gola. Era andato in ospedale per ritirare il risultato di certi esami, la dottoressa piuttosto bruscamente lo informa che lunedì si dovrà presentare per la chemioterapia. Senza preavviso, poi scopriamo che hanno saltato un passaggio, e il suo medico non gli ha anticipato nulla. A 28 anni, Théodore Pellerin ha all’attivo molti ruoli impegnativi; il suo francese perfetto – non come in certi film del canadese prodigio Xavier Dolan, incomprensibili senza sottotitoli – gli ha aperto subito le strade del cinema francese. “Nino” è tutto sulle sue spalle, non è un modo di dire. Il ruolo non sarebbe alla portata di un attore meno dotato. Il film coincide con peregrinare senza meta di un giovanotto che di punto in bianco, dopo un mal di gola, si sente fare una diagnosi di cancro, e deve cominciare subito la chemio. Ha davanti un fine settimana, in ospedale ha smarrito le chiavi di casa, il portinaio non risponde al campanello. Va a dormire dalla madre, assai distratta, non il tipo da confidenze. Nino non ha nessuno che lo accompagni, come il medico richiede. Un “Cléo dalla 5 alle 7”, come il film di Agnès Varda, che invece in quel paio d’ore era in attesa dei risultati.

Go to News Site