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Ranucci, la Rai lo scarica: "Non paghiamo le spese della querela". E la sinistra s'indigna | Collector
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Ranucci, la Rai lo scarica: "Non paghiamo le spese della querela". E la sinistra s'indigna

La Rai richiama ufficialmente Sigfrido Ranucci alla serietà professionale. Stavolta, infatti, il conduttore di Report l’ha fatta più grossa del solito, tanto da meritare una rampogna ufficiale da parte del direttore Approfondimenti Rai, Paolo Corsini. Ma cosa ha combinato il prode Sigfrido? Ospite martedì sera del programma della Berlinguer su Rete 4, il conduttore Rai si è preso decisamente troppa carta bianca. A farne le spese il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, contro il quale il giornalista di RaiTre, in trasferta a Mediaset ufficialmente per promuovere il suo libro, ha invece pensato bene di sparare “informazioni non verificate” riguardo una imprecisata, presunta visita del Guardasigilli al ranch uruguayano del marito dell’ex consigliera regionale della Lombardia, Nicole Minetti. La donna, precedentemente condannata per induzione alla prostituzione nel processo Ruby bis, è tornata, come noto, proprio in questi giorni al centro di polemiche legate alla grazia ricevuta dal Capo dello Stato per motivi umanitari dopo che la stessa aveva adottato un bambino proprio in Uruguay. Una vicenda che ha messo a confronto i vertici delle istituzioni statali italiane, per cui sarebbe stato quanto meno opportuno, da parte di Ranucci, usare una cautela di livello massimo. Sigfrido, invece, si è presentato impreparato, anzi, armato soltanto di impalpabili sentito dire che, però, lui non ha esitato ad anticipare come vere e proprie notizie. Praticamente uno scoop contro Nordio, il quale per difendersi è intervenuto direttamente in trasmissione con una telefonata. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47503762]] Ventiquattr’ore di riflessione sono bastate alla Rai per vergare una lettera di richiamo inviata al giornalista nella serata di mercoledì. Nella missiva trova spazio non solo la contestazione del dolo legato alla diffusione di una notizia priva delle opportune e necessarie verifiche ma, di più, c’è una netta condanna dell’imperizia grave con cui Ranucci ha parlato a Mediaset a tal punto che la direzione Approfondimento ha precisato come, in questo specifico caso, la Rai non intenda offrire copertura legale, come invece normalmente fa per le inchieste che vanno in onda su Report, qualora il ministro Nordio dovesse dare seguito all’annuncio di un’iniziativa legale. Pronta e di poche righe la risposta di Ranucci diffusa via social. «Non ho timori di affrontare in giudizio il Ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell’Albo dei giornalisti. Sul resto, ci sono cose che hanno un prezzo altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell’umanità». Fuoco alle braci già ardenti, insomma. Facile immaginare il parapiglia politico. Reazioni durissime sono giunte da M5S, Pd, Avs. Un coro di sdegno e solidarietà verso Ranucci. Con la presidente della Commissione Vigilanza sulla Rai, la pentastellata Barbara Floridia che ha annunciato di voler chiedere chiarimenti rispetto a «un provvedimento di cui a nessuno può sfuggire la valenza politica» aggiungendo riferimenti al un «clima tossico incompatibile con il servizio pubblico». Sulla vicenda si è spaccato anche lo stesso cda Rai con i consiglieri di minoranza Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale che hanno sottolineato come, a loro giudizio, il giornalismo d’inchiesta di Report vada ringraziato e non richiamato. Di tutt’altro avviso le voci di centrodestra che giungono sempre dalla Commissione di Vigilanza. Se la Lega, infatti non discute nemmeno il contenuto delle dichiarazioni di Ranucci «per quanto discutibili» ma si sofferma sul mancato rispetto «delle regole e dei limiti concordati» nel corso dell’ospitata da parte del conduttore Rai, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ritiene «sconcertante e gravissima» non la lettera dell’azienda ma le «affermazioni diffamatorie nei confronti di Nordio, basate sul nulla e fatte peraltro in una trasmissione della concorrenza alla Rai» da parte di Ranucci. Per concludere con la vicepresidente della Commissione, Augusta Montaruli, che ha definito la lettera inviata al conduttore di Report «un atto dovuto dell’azienda per tutelarsi. In qualsiasi altra emittente del mondo – ha concluso l’esponente di Fdi- sarebbe stato licenziato in tronco». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47507570]]

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