Il Foglio
Di Milano pare importare abbastanza poco a tutto il mondo politico romano. Forse perché è classificata sotto la categoria “liability” per tutti i partiti. Per il centrodestra perché dà la sfida per persa, e nessuno si vuole caricare l’onere di combattere una battaglia dalle risicatissime chance di vittoria. Nel centrosinistra perché il rebus locale si interseca a quello nazionale delle primarie nel campo (largo) del centrosinistra. Per dirimere la questione tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, secondo le ultime voci, si dovrebbe far ricorso alle primarie . Ma i “tecnici” dem avrebbero riesumato l’antico regolamento del 2012 che prevederebbe consultazioni a doppio turno: esattamente quello che Conte non accetterebbe mai, proprio perché favorirebbe in modo decisivo la segretaria Pd. Come al solito, le decisioni nazionali impattano su Milano e non viceversa. Dunque, se ci fosse una consultazione a doppio turno, il Movimento cinque stelle si andrebbe a collocare nella schiera delle forze politiche fuori dal perimetro nazionale e pure da quello locale, visto che le primarie è illogico che abbiano regole diverse. E così, già si vocifera, si potrebbe aggiungere un soggetto a quell’area (di cui fa già parte Avs) che non vuole trovare accordi né con Pierfrancesco Majorino né con Mario Calabresi. E che pensa a una candidatura autonoma: dopo il nome di Francesca Cucchiara dei Verdi ora c’è un ritorno di fiamma importante per Gianni Barbacetto, giornalista del Fatto e storico oppositore di Beppe Sala a Milano. Ma lui direbbe sì? Non è dato saperlo. A proposito di Cinque stelle. E’ passata un po’ sotto silenzio la scelta del nuovo segretario cittadino pentastellato. Si tratta di Stefano Buffagni, già viceministro e sottosegretario nel governo giallo-verde, grande responsabile di buona parte delle relazioni con i mondi produttivi che contano nel paese e a Milano in particolar modo. Buffagni, commercialista, ha una vasta rete di relazioni che Giuseppe Conte dovrà provare a coinvolgere, se vorrà avere una chance di tornare al governo. La scelta di Buffagni ha anche rafforzato ulteriormente lo storico tandem con il segretario regionale Dario Violi: entrambi hanno rappresentato per cinque anni il Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia, propugnando una linea contiana e governista e opponendosi alle derive massimaliste. Silvia Salis a Milano. Chi c’è con lei? Uomini e donne? Per ora non è dato saperlo, forse perché – malgrado l’hype renziano generato dalla forte esposizione mediatica della sindaca di Genova – la fase di costruzione di una vera e propria corrente, con le sue connotazioni territoriali, è ancora al di là dall’essere anche solo concepita. Certo è che sotto la Madonnina c’è un grande interesse a capire chi sta nel gruppo di comando dell’ex olimpionica. Non fosse altro che per un motivo: sta salendo la tensione tra le varie anime dem e i solchi tra la destra e la sinistra del partito si stanno approfondendo di giorno in giorno. A maggior ragione dopo il caos 25 aprile. Il centrodestra forse fa sul serio? Tra i tanti nomi che sono girati per la candidatura a sindaco, in un contesto di massima difficoltà per il centrodestra, tra gli scandali a ripetizione a Roma e la scoppola del referendum specialmente su Milano, la Lega pare aver calato un jolly non da poco sul tavolo, e sarebbe già un notizia: Alessandro Spada. Ex presidente di Assolombarda, uomo di grandi capacità relazionali e titolare di una impresa che lo soddisfa per il tasso di crescita e il fatturato, Spada può costituire l’alternativa “civica” moderata, che parla ai mondi produttivi e agli imprenditori, che sta sui temi concreti più che su quelli politici. Nella sua forza c’è anche la sua debolezza, però: non essendo un politico ma un civico rinfocola il dibattito su quale debba essere il Dna della candidatura. Fdi a oggi è fortemente schierata su una ipotesi prettamente politica, leggasi Maurizio Lupi. Anche se, pare, al nome di Spada non avrebbe avuto reazioni negative ma di apertura.
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