Il Foglio
Pietrangelo Buttafuoco ha sbagliato con quella storia di Putiniani a Venezia, ma la sua cifra personale non è l’errore del funzionario o dell’operatore culturale. Frithjof Schuon, maestro sufi del pensiero tradizionalista, nella linea ascendente di ispiratori orientalisti del Nostro, considerava degni solo “il sacro, il grande, il bello e l’infantile”. Così Buttafuoco, che ha il senso della fede trascendente, non importa alla fine se Maometto o Padre Pio, è infatuato del grande e del bello , come dimostrano i suoi romanzi e i suoi pamphlet; si diletta con vibrante, orgiastica adesione, dell’avanspettacolo e della piccola commedia. Non è, come i suoi lodatori dell’ultima ora, un intellettuale saccente o un professionista dell’opinione, ancorché onesta, non è il solito montanelliano della destra longanesiana che finisce a sinistra nelle braccia dei conformisti, è un poco diverso da questo e un poco di più che questo. Sarà scandaloso dirlo, ma assomiglia , senza la guerra e senza la testimonianza del martirio personale, che non sono di questi tempi, a Giaime Pintor , grandissima icona della libertà eroica, intellettuale individualista e romantico, che nella sua ultima lettera al fratello Luigi significò la sua indisponibilità alla forte retorica poi costruita su di lui , dopo che, inserito nei servizi segreti inglesi, passò la linea verso il campo della Resistenza e saltò su una mina a Castelvolturno. Scrisse Giaime Pintor, qualche giorno prima di morire: “Senza la guerra io sarei rimasto un intellettuale con interessi prevalentemente letterari, avrei discusso i problemi dell’ordine politico, ma soprattutto avrei cercato nella storia dell’uomo solo le ragioni di un profondo interesse, e l’incontro con una ragazza o un impulso qualunque alla fantasia avrebbero contato per me più di ogni partito o dottrina. Altri amici, meglio disposti a sentire immediatamente il fatto politico, si erano dedicati da anni alla lotta contro il fascismo. Pur sentendomi sempre più vicino a loro, non so se mi sarei deciso a impegnarmi totalmente su quella strada: c’era in me un fondo troppo forte di gusti individuali , d’indifferenza e di spirito critico per sacrificare tutto questo a una fede collettiva. Soltanto la guerra ha risolto la situazione, travolgendo certi ostacoli, sgombrando il terreno da molti comodi ripari e mettendomi brutalmente a contatto con un mondo inconciliabile”. Ecco, quel “fondo troppo forte di gusti individuali, d’indifferenza e di spirito critico” ha impedito a Buttafuoco di essere caricaturalmente un fascista immerso in una fede collettiva , pur essendo stato di famiglia, di ambiente e di origine politico-letteraria e giornalistica un fascista perfetto; sempre quel gusto ha guidato l’infatuazione estetica per la personalità dandystica e amorosa di Hermann Göring, ora santificata in versione hollywoodiana dal film su Norimberga, la sua idea di sicilitudine “buttanissima” e di seduzione “fimminara”, di dolore dell’amore. L’intellettuale italiano mischiato alla politica è spesso una figura grottesca, la sua maschera è l’Opinione Narcisista, il suo linguaggio è l’oscuro univoco. Buttafuoco è l’opposto. La sua carriera è letta con occhiali diffidenti perché è passato dalla Fogna al Grand Hotel di Scalfari e dell’editrice di Eco, ma il tipo è a suo modo unico e merita, salvo il banale ma grave errore postsovietico, che non gli assomiglia, stima e ammirazione. E questa è anche la particolare gloria dell’intelligenza italiana, che il fascismo originario di Buttafuoco ha la stessa origine dell’antifascismo finale di Giaime Pintor. Il quale dettò, sempre nella stessa lettera a Luigi, lo smarrito giudizio antropologico sugli italiani che è anche il motore immobile della nostra destra culturale: “Gli italiani sono un popolo fiacco, profondamente corrotto dalla sua storia recente, sempre sul punto di cedere a una viltà o a una debolezza. Ma essi continuano a esprimere minoranze rivoluzionarie di prim’ordine: filosofi e operai che sono all’avanguardia d’Europa”. Senza la guerra, senza nemmeno la finzione dell’eroismo, Pietrangelo è uno di quella fatta.
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