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Luca Barbareschi, la bordata: "La gente per essere figa dice che è di sinistra | Collector
Luca Barbareschi, la bordata:
Quotidiano Libero

Luca Barbareschi, la bordata: "La gente per essere figa dice che è di sinistra

November come metafora della storia moderna. Lo spettacolo in cartellone da questa sera fino al 17 maggio al Manzoni di Milano è interpretato da Luca Barbareschi su testo di David Mamet, una pièce che nonostante sia stata scritta nel 2007 è di grande attualità. Protagonista un presidente degli Stati Uniti a fine mandato, Charles Smith, è novembre e stanno per svolgersi le elezioni. Smith ha poche probabilità di essere rieletto ma si incaponisce e attraverso un gesto sorprendente e simbolico, il perdono di due tacchini salvati dalla macellazione prima del Giorno del Ringraziamento, tenta di riconquistare la piazza. «La politica ha perso fede, moralità, profezia, capacità di vedere a lungo e imita quella americana, che pensa solo ai soldi – spiega Barbareschi - Una commedia di vent’anni fa che racconta esattamente quello che sta accadendo oggi, costruita su un paradosso molto divertente e si ride tantissimo su tutto». Una disamina a tutto tondo su quello che è il panorama globale: «Se si pensa che siamo in un mondo di guerre, spesso finte, dove nel frattempo Jp Morgan, una delle principali banche d’investimento e istituzioni finanziarie globali, ha fatturato cinquantadue miliardi di dollari di utile c’è qualcosa che non torna oppure torna tutto, è fatto apposta per far guadagnare i pochi, no?». Il personaggio che interpreta lo racconta come un bambino dittatore. «Tutti i Presidenti degli Stati Uniti negli ultimi 30, 50 o 100 anni lo sono stati. Una volta non c’era la comunicazione, per cui la tensione non era così esasperata, adesso con i social si enfatizza la realtà». Una visione quasi profetica quella di Mamet, sceneggiature di film famosi tra cui “Gli intoccabili” di Brian De Palma, che attraverso Smith racconta in maniera travolgente l’arte del fare politica. Uno spettacolo divertente ma dai grandi spunti di riflessione. «Il teatro dovrebbe essere inserito tra le materie scolastiche – continua - Dovrebbero investire il 2% del PIL, come hanno fatto in Paesi importanti come la Germania, per rendere centrale l’educazione dei ragazzi, così invece di stare piegati sullo schermo di 12 pollici userebbero il cervello. È fondamentale, elaborativo ed è una grande restituzione affettiva perché gli dà la possibilità di elaborare gli istinti di violenza, di tristezza. Il teatro è un luogo comunitario dove tutti si ritrovano insieme». Proprio per questo suo grande amore smentisce di aver venduto l’Eliseo per 38 milioni di euro, come riportato nei giorni scorsi da un quotidiano nazionale. «Faccio quello che dico, walk the talk. C’è gente che per essere figa dice che è di sinistra perché così si sente intelligente. No, sei un coglione e non sei manco di sinistra. Punto. I soldi sono l’unica cosa che conta oggi. Tutto è asservito all’euro, al dollaro. Perché sei famoso? Perché sei un influencer che ha fatto danè, sei un giornalista che dice cazzate e poi dice No, ma non volevo dirlo. Ma ci rendiamo conto? Anche la stampa ha una responsabilità. Basta disinformare le persone e renderle polli da allevamento, come diceva Gaber. Le banche hanno fatto 7 miliardi di utili quest’anno ma quando va un imprenditore gli danno l’8,5%. Vabbè. Venite a teatro che almeno si ride per due ore e poi li mandate a quel paese tutti». A questo punto è inevitabile chiedergli chi vedrebbe come sindaco di Milano alle prossime elezioni: «Non lo so. Devo dire che Milano rispetto a Roma in questi anni, sia con la Lega, sia con la destra e con la sinistra, è migliorata. C’è un sacco di vita. Ha vinto l’Expo, i teatri e i cinema funzionano, c’è la moda. Roma è diventata un letamaio – conclude - è inutile fare cantieri che si riapriranno tra 28 anni. Cosa importa alla gente di un museo sottoterra a 300 metri, in un Paese che invecchia e molti saranno già morti». E se questi sono i toni anche November non lascia spazio alla mediocrità, nei due atti ha sempre un ritmo incalzante, dove ogni battuta è un colpo ben assestato. Protagonisti dello spettacolo oltre a Barbareschi anche Simone Colombari e Chiara Noschese, quest’ultima anche regista.

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