Quotidiano Libero
Una finale senza storia, chiusa in meno di un’ora, che ha lasciato Alexander Zverev con poche risposte e molte domande. Il tedesco, uscito nettamente sconfitto contro Jannik Sinner a Madrid, incassando la nona sconfitta consecutiva contro l’azzurro, la quarta in questo 2026 senza riuscire a strappare nemmeno un set, ha provato a spiegare una prestazione così opaca, chiamando in causa soprattutto le condizioni di gioco e la programmazione. "In questo momento sono esausto , per essere sincero — dice — i tornei di due settimane sono difficili mentalmente, devi restare concentrato più a lungo". Poi entra nel dettaglio: "Mi piace giocare le partite serali, ma mi sento un po’ come se avessi il jet-lag , perché nell’ultima settimana non sono mai andato a letto prima delle 4 del mattino . Quindi è difficile". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47554993]] Il riferimento è all’orario della finale, disputata alle 17 dopo una settimana interamente giocata in notturna: "Capisco che le partite notturne siano più popolari per il pubblico — prosegue — ma allora anche la finale dovrebbe essere in notturna . Così sarebbe più giusto per entrambi i giocatori". Quando hai giocato tutte le partite di notte e poi la finale è di giorno, è davvero complicato. Soprattutto contro Jannik è sempre difficile, ma con questo sulle spalle è stato semplicemente impossibile oggi". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47567352]] Zverev insiste sul tema anche in lingua madre: "Onestamente, sono davvero stanco — ha proseguito — ogni giorno sono andato a letto alle 4 del mattino. Oggi avevo la sensazione di vedere quattro palline che arrivavano verso di me". Al di là delle giustificazioni, però, resta un dato: il gap visto in campo è apparso troppo ampio per essere spiegato solo dall’orologio. Sinner, ancora una volta, ha dimostrato di essere su un altro livello.
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