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La mossa americana su Hormuz complica la strategia di Teheran
Il Foglio

La mossa americana su Hormuz complica la strategia di Teheran

Per leggere la versione senza paywall, iscriviti alla newsletter "Di cosa parlare stasera a cena" a questo link : è gratis! Ne parlavamo ieri, le due navi passate per lo stretto di Hormuz con l’assistenza militare americana erano il fatto nuovo che mette in crisi la strategia iraniana. E il dispositivo militare a tutela della navigazione si rafforza . Ed è ben chiaro che ora lo scontro è tutto lì . L’ottuso orgoglio con cui ne parla il segretario del dipartimento della guerra Pete Hegseth potrebbe rovinare tutto, ma il fatto resta. E aumenta i fronti su cui l’Iran deve provare a impegnarsi, perché la minaccia di nuovi attacchi sulla terraferma non è stata ritirata come non è stato interrotto il blocco navale americano posto poco il superamento dello Stretto di Hormuz. Troppi fronti, troppi impegni, la leadership iraniana è spezzettata e i vari capi fazione ormai non comunicano tra loro (si dice che il presidente Pezeshkian fosse del tutto ignaro degli attacchi agli Uae), ma il metodo basato sulla divisione delle responsabilità sta andando in crisi proprio di fronte alla varietà delle forme di intervento militare messe in atto dalle forze americane, con la divisione dei compiti tra flotta che protegge le navi commerciali, flotta votata all’offensiva navale, aerei pronti a colpire di nuovo, truppe tenute a disposizione nelle basi e sulle navi. Ma per Trump forse non basta, dicono che il presidente non è soddisfatto perché, malgrado l’efficacia del blocco, Teheran non ha ancora ceduto sulla questione nucleare. È anche vero, però, che le espressioni pubbliche e semi-pubbliche delle frustrazioni di Trump servono sempre a orientare la trattativa e non rispecchiano veramente la sua attitudine. Le tre "cose" principali Fatto #1 L’attacco iraniano agli Eau porta anche l’Italia a schierarsi in modo esplicito contro l’Iran, poi resta da sciogliere un dilemma e cioè se passare al sostegno esplicito e fattivo dell’azione militare trumpiana o continuare con le condanne di tipo diplomatico e comunicativo, come sembrerebbe di capire dal riferimento al “dialogo”. Va detto che il tono è pressoché lo stesso nelle dichiarazioni della gran parte dei leader europei. Fatto #2 Questa volta, però, non facciamoci prendere la mano dall’esecrazione per lo stile trumpiano, perché Trump non ha “attaccato” il papa, se non in termini molto generici , ma ha svolto delle critiche alla strategia vaticana per la tutela dei cattolici nel mondo. Trump non è nuovo a queste considerazioni e va detto che, dal punto di vista americano, hanno senso, perché non è accettabile per chi ragiona in termini di forza militare vedere le comunità cattoliche, specialmente in Africa, esposte a minacce e violenze. Il Vaticano non ha forza militare e si basa sulla diplomazia e sulla convinzione, chiaro, ma evidenziare la debolezza di tale posizione non è un “attacco”. Fatto #3 Tra 20 giorni si vota in 900 comuni e le combinazioni tra le forze di ciascuno schieramento offrono un grande assortimento, da cui non si trae una visione strategica né per il centrodestra né per il campo largo. Oggi in pillole E poi ci sono tutte le nuove rotte che l’energia riesce a prendere Il contagio del molto pericoloso Hantavirus sulla nave sembra avvenuto tra umani, un fatto molto preoccupante e che richiede immediato coordinamento internazionale (prima che arrivino i pazzoidi a spiegare tutto) Sul tema interviene anche il premier britannico Ue e Armenia forever amici (e la posizione è strategica, basta guardare cosa c’è ancora più a est) Sul Foglio (e dove sennò?) lo smontaggio accurato del romanzetto fattista su Minetti e famiglia. Il tema, in sé, può anche uscire dalle chiacchiere a cena. Ne resterà l’eco delle ore concitate in cui il Quirinale ha comunicato basandosi su un reportage del Fatto Sfilate (cioè togliete) la sfilata: la parata putiniana del 9 maggio sempre più ridotta e trattata come un problema, per i rischi della sicurezza, e non come un’opportunità propagandistica

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