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Dopo la conclusione dell'attività di copia forense del telefono della figlia più grande, che ha richiesto cinque giorni di lavoro, si procede ora con l'acquisizione delle memorie degli altri smartphone e del computer sequestrati nella casa della famiglia Di Vita. Intanto vanno avanti gli interrogatori di parenti amici e conoscenti delle due vittime. "Stiamo entrando sempre di più nelle vicende di cui ci stiamo occupando" ha spiegato la procuratrice. Continua a leggere
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