Il Foglio
Bruxelles. La Fondazione Biennale di Venezia sta violando le sanzioni dell’Unione europea, fornendo “sostegno economico indiretto” alla Federazione russa con la decisione di permettere la riapertura del padiglione russo? Questa è l’ipotesi che emerge nella seconda lettera indirizzata dalla Commissione di Ursula von der Leyen alle autorità italiane per confermare l’intenzione di tagliare i finanziamenti dell’Ue alla Biennale. Le risposte della Fondazione diretta da Pietrangelo Buttafuoco non hanno convinto la Commissione. La vicepresidente responsabile per la Democrazia, Henna Virkkunen , ha voluto inviare un ultimo messaggio prima dell’inaugurazione. “Condanno fermamente la decisione della Biennale di consentire alla Russia di partecipare alla mostra d’arte”, ha detto Virkkunen rispondendo a una domanda del Foglio. “La Biennale apre ufficialmente sabato. Ironia della sorte, sabato è la Giornata dell’Europa. La Festa dell’Europa dovrebbe essere un giorno per celebrare la pace, non uno per far brillare la Russia alla Biennale”, ha detto la vicepresidente responsabile per la Democrazia. Virkkunen ha confermato l’invio da parte della Commissione di una seconda lettera sulla partecipazione della Russia alla Biennale, attraverso la sua Agenzia esecutiva europea per l’educazione e la cultura, responsabile per il contratto di finanziamento della Fondazione. Dopo l’annuncio della riapertura del padiglione della Russia, ventidue stati membri dell’Ue avevano scritto a Buttafuoco per chiedergli una marcia indietro. L’Ucraina ha condannato più volte la reintegrazione della Russia. Anche i ministri degli Esteri dell’Ue hanno discusso della questione nella loro ultima riunione di aprile. Già a marzo la Commissione ha minacciato di tagliare un finanziamento di circa 2 milioni di euro per il triennio 2025-28. Le giustificazioni giuridiche fornite dalla Fondazione sull’autonomia dei paesi proprietari dei padiglioni, o la promessa di non aprire al pubblico, sono apparse come inconsistenti e pretestuose. I servizi giuridici della Commissione ritengono che, autorizzando la partecipazione della Russia, ci sia una chiara violazione del contratto di finanziamento, che prevede il rispetto dei valori etici e dei valori europei. “Il denaro dei contribuenti europei dovrebbe salvaguardare i valori democratici e questi valori sappiamo che non sono rispettati nella Russia di oggi”, ha spiegato Virkkunen. Questi rilievi erano già stati sollevati nella prima lettera inviata alla Biennale. Da allora il servizio giuridico della Commissione ha approfondito la questione, ha letto la risposta dell’Italia e trovato una nuova ragione per tagliare i finanziamenti, che aggrava la posizione della Biennale. “Abbiamo inviato una seconda lettera alla Biennale sulla base di ulteriori prove”, ha detto Virkkunen. Nella seconda lettera, la Commissione sottolinea di aver appreso che il Padiglione russo sarà sotto responsabilità della Federazione russa. Secondo il suo servizio giuridico, questa situazione equivale “a un sostegno economico indiretto” alla Russia in tempo di guerra, spiega al Foglio un funzionario della Commissione. E’ una ragione in più per cancellare i 2 milioni di euro. E’ soprattutto una smentita di uno degli argomenti avanzati dalla Biennale: il rispetto assoluto delle misure restrittive imposte dall’Ue alla Russia. Anche se la Fondazione non viene esplicitamente accusata di violare il regime delle sanzioni, l’ipotesi è sul tavolo. “Si entra nella zona grigia e ci si avvicina a tutto quello che ha a che vedere con le sanzioni”, dice il funzionario. La seconda lettera potrebbe servire al governo Meloni per intervenire direttamente sulla Fondazione, dato che spetta ai singoli stati membri far rispettare le sanzioni dell’Ue. Altrimenti la Commissione darà seguito alla sua minaccia di tagliare i 2 milioni di euro. Il 9 maggio non è solo il giorno dell’inaugurazione della Biennale e della Festa dell’Europa. E’ anche la data della parata militare annuale della Russia per festeggiare la vittoria nella Grande guerra patriottica (la fine della Seconda guerra mondiale), occasione per Vladimir Putin di celebrare il suo imperialismo. La Commissione non taglierà i fondi alla Biennale domenica, perché ci sono delle procedure da seguire. L’Italia ha trenta giorni per rispondere alla seconda lettera. La decisione sui finanziamenti alla Fondazione potrebbe essere presa il primo giugno.
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