IL TEMPO
Basta un sondaggio favorevole e spuntano due proposte di governo. Il primo a diffondere una bozza di esecutivo è il Pd che avanza una serie di pretese, a prescindere se Schlein sarà o meno premier. Quelle più significative sono il dicastero che si occupa di Economia e la Farnesina. Per la prima casella spunta il nome di Francesco Boccia, mentre per la seconda è “indiscutibile” Giuseppe Provenzano. Stiamo parlando, d'altronde, del responsabile esteri o meglio del parlamentare «che non si può contraddire». Ne sa qualcosa il povero Vespa. Peccato che il ruolo ricoperto da Tajani sia, da mesi, tra i desiderata del leader di AvS, Angelo Bonelli. Al numero uno dei verdi basterà la sempre “cara” delega all'ambiente (dove non mancano i contendenti, vedi Annalisa Corrado)? Non sono, però, finite qui le volontà del cerchio magico dem. Marco Furfaro, volto televisivo del Pd, dice di aver già bloccato il Lavoro. Peccato, però, che per tale materia Conte vorrebbe rilanciare Stefano Patuanelli. Non gli basterà stavolta l'agricoltura o il posto ricoperto da Urso. Nei suoi piani, vocifera chi lo conosce, ci sarebbe addirittura il Viminale. Anche se in questo ruolo il primo a non volerlo è proprio l'avvocato del popolo. La vera novità della giornata è, infatti, un listino che avrebbe fatto circolare Giuseppi nelle sue chat, in cui comparirebbero big del calibro di Michele Gubitosa, proposto per l'industria, di Barbara Floridia, sponsorizzata per l'istruzione e Mario Turco, in corsa per l'economia. Ci sarebbero pure una serie di ex ministri da rilanciare: Sergio Costa vorrebbe essere il futuro Crosetto e Riccardo Fraccaro che, col nuovo M5S, vorrebbe tornare nel vecchio ruolo. Neanche in discussione la casella “giustizia”, a cui i pentastellati non rinuncerebbero per alcuna ragione al mondo. In pole il deputato ed ex magistrato Cafiero De Raho. Più indietro, dopo gli ultimi fatti di cronaca, il senatore Roberto Scarpinato. Tra le richieste del M5S, inoltre, la strategica delega ai rapporti col Parlamento. Per l'incarico derby rosa tra le amazzoni di Conte, Paola Taverna e Vittoria Baldino. Anche se tale spazio rientra pure tra le priorità dalla prediletta di Elly, Marta Bonafoni, che sogna da sottosegretario a Chigi con Schlein premier. Non mancano, quindi, le difficoltà a incastrare le proposte del campo largo, considerando che bisognerà dare pure un dicastero di peso al leader della sinistra Nicola Fratoianni e al suo pupillo Giuseppe De Cristofaro, a cui sarebbe stato promesso un ruolo in materia di welfare. Sanità rivendicata dalla già ministra Beatrice Lorenzin. I giochi diventerebbero ancora più complicati se dovesse spuntarla Silvia Salis. In tal caso, salterebbero diversi “profili” vicini alla segreteria per dare spazio al centro. Non basterà accontentare il solo Matteo Renzi. In chiave Italia Viva sperano Maria Elena Boschi, magari stavolta non alle “riforme”, la capogruppo di Iv Raffaella Paita e Francesco Bonifazi. Al giglio interesserebbero soprattutto fondi comunitari e Pnrr. Non sono da escludere neanche incarichi minori per la solita Teresa Bellanova all'Agricoltura o per Ivan Scalfarotto alle Pari Opportunità. Ecco perché i problemi non saranno pochi per chiunque sarà il candidato dei progressisti. Tra i moderati bisognerà accontentare aspirazioni del calibro di Graziano Delrio e Lorenzo Guerini (sempre se restano nel famoso campo largo), mentre tra gli amministratori occorrerà soddisfare Roberto Gualteri, Gaetano Manfredi e la sarda Alessandra Todde, già lanciata da Conte per i rapporti con le Regioni. Altra grande incognita, infine, il sempre presente Dario Franceschini, nel caso in cui non gli fosse proposta una Camera e soprattutto il padre saggio dem Pierluigi Bersani, casomai il suo profilo fosse escluso dalla corsa al Colle. Una cosa è certa, a sinistra, basta un 1% in più nelle rilevazioni per far spuntare bozze di esecutivi e scatenare guerre fratricide.
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