Il Foglio
Un giorno con il saio, con i dem cattolici Dario Franceschini e Pierferdinando Casini, alla presentazione del libro “Aldo Moro, le idee, il metodo e l’eredità” di Alberto Losacco e Tino Iannuzzi, con il sogno sotteso di un nuovo compromesso storico che vince al centro ; il giorno dopo con l’eskimo, alla presentazione del libro “Flotilla, in viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta” di Arturo Scotto, deputato dem ex Articolo 1, già imbarcato sulla prima spedizione di aiuti diretti al popolo palestinese: ed ecco che, oltre la sliding door della segretaria dem Elly Schlein , compare la possibilità di essere un po’ questa (la Elly di lotta che “capisce” l’ex ministro Roberto Speranza quando dice che, di fronte alle sofferenze della popolazione a Gaza e in Cisgiordiania, si sente oggi “in imbarazzo” nel pronunciare la formula “due popoli, due stati”) e di essere un po’ quella (la Elly moderata che coccola l’idea di agganciare, nel campo largo, tutta la vasta prateria post-democristiana e post-ulivista). E insomma, nella sala accanto a Montecitorio, per Scotto, c’è il pienone schleiniano da grandi occasioni sul lato sinistro dell’alleanza con Avs e Conte: la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga , la coordinatrice della segreteria Pd Marta Bonafoni , l’ex ministro e responsabile Esteri Peppe Provenzano , l’ex deputato Alfredo D’Attore , Speranza, e, a moderare, Bianca Berlinguer in persona, oltre al francescano egiziano Ibrahim Faltas , direttore delle diciotto Scuole della Custodia di Terra Santa, accolto da applausi e commozione quando descrive la vita di fame e dolore vista con i suoi occhi nelle tendopoli palestinesi dove i bambini, dice, “chiedono soltanto di poter tornare a scuola”. Schlein arriva in armocromia verde come il mar Mediterraneo dove la seconda Flottilla, qualche giorno fa, è stata intercettata da Israele in acque internazionali, con trattenimento e arresto degli attivisti. “Atto di pirateria”, dice la segretaria dem, auspicando la liberazione di Thiago Avila e Saif Abukeshek, mentre Scotto, che sulla prima Flottilla era imbarcato e che ha in programma altre duecento presentazioni del libro oltre alle prime cinquantuno, chiede che “un’iniziativa europea” scorti le imbarcazioni fino a Gaza . In platea ascolta in silenzio l’ex ministro dem Enzo Amendola , unica presenza di centrosinistra moderato. E ascolta Michela Di Biase , deputata dem ed esponente del “correntissimo” Orlando-Franceschini-Speranza. Intanto Schlein ha buttato il cuore oltre l’ostacolo di Giuseppe Conte (e/o di Silvia Salis) e, nelle vesti di candidato premier in pectore, dice che è “insopportabile il doppio standard” (sanzioni a Vladimir Putin ma non a Benjamin Netanyahu) e che, in caso di vittoria, il primo atto di un eventuale governo di centrosinistra sarà il riconoscimento dello stato di Palestina. “Non ci vogliamo arrendere, anche se l’umanità sembra essersi arresa”, dice ispirato Speranza. “Continueremo a insistere, le nuove generazioni sono mobilitate”, dice Schlein, facendo cadere per un attimo l’eskimo per rimettere il casco da combattimento dei felici giorni referendari .
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