Il Foglio
Giorgia, fai qualcosa di sinistra, dicevano all’indirizzo della premier, un po’ scherzando e un po’ no, i critici più possibilisti. Ma che cosa succede se Meloni la fa, una cosa di sinistra (o che la sinistra voleva fare)? Partendo dalla fine, due giorni fa il governo è uscito dal Consiglio dei ministri con un nuovo Piano casa . Intenzione dichiarata: recuperare 60 mila case popolari e crearne 100 mila entro il prossimo prossimo decennio, attraverso un fondo a gestione Invimit (sotto il Mef) e la semplificazione della burocrazia, per agevolare gli investimenti privati volti a costruire case da affittare poi a canoni calmierati. Numeri: i fondi per le case da recuperare ammontano a 1 miliardo e 700.000 euro e il fondo Invimit, da alimentare con risorse Ue e statali finora destinate all’emergenza abitativa, sarà allocato regione per regione, per un totale di 10 miliardi di euro. E’ prevista inoltre la figura di un commissario straordinario per il piano di recupero. Ma se, a livello nazionale, il Piano è stato accolto con critiche da parte di sindacati e opposizioni nella parte che riguarda la rapidità degli sfratti, però anche dal silenzio-assenso di alcune aree del centrosinistra per quanto riguarda il recupero delle case popolari, nella Capitale, dove il Piano prevede la destinazione di fondi a circa 1.000 unità immobiliari di proprietà della Regione Lazio, gestite da Ater, la “cosa di sinistra” non sembra tale a sinistra. Dice al Foglio l’assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative della giunta Gualtieri Tobia Zevi: “Abbiamo letto il Piano casa senza pregiudizi, ma ci sembra manchino molti soldi e alcune idee. I soldi sono pochi perché non bastano a ristrutturare 60 mila case popolari (secondo noi ne servono circa il doppio) ma soprattutto perché provengono in gran parte dai fondi per la rigenerazione già destinati alle città, col rischio che una mano tolga ciò che l’altra ha dato. In più, manca il sostegno agli inquilini del mercato privato, che questo governo ha definanziato, e un progetto anche minimo di regolazione del mercato degli affitti. Insomma, secondo noi la montagna ha partorito un topolino mentre la povertà abitativa aumenta a dismisura”. E il consigliere regionale dem alla Regione Massimiliano Valeriani , responsabile del Forum Casa del Pd, definisce “grande beffa” il Piano casa: “Aggraverà il problema dell’abitare. E lo farà soprattutto per chi ha bisogno di un tetto per vivere, studiare, costruirsi un futuro e oggi è lasciato solo”.
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