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La vendetta di Trump in Indiana. Le minacce del presidente hanno funzionato alle primarie del Senato | Collector
La vendetta di Trump in Indiana. Le minacce del presidente hanno funzionato alle primarie del Senato
Il Foglio

La vendetta di Trump in Indiana. Le minacce del presidente hanno funzionato alle primarie del Senato

Dopo mesi difficili, che lo hanno visto scendere al bassissimo tasso di approvazione del 36 per cento, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riaffermato la sua presa sul Partito repubblicano, portando alla vittoria la maggior parte dei candidati da lui scelti alle primarie per il Senato statale dell’Indiana. Una corsa all’apparenza locale si è trasformata in questi mesi in una contesa politica di rilevanza nazionale: quando l’anno scorso Trump ha richiesto che gli stati a maggioranza repubblicana ridisegnassero i loro collegi per favorirlo, la Camera statale dell’Indiana ha votato una nuova mappa che garantiva due seggi in più ai repubblicani. Il Senato, però, aveva bocciato la proposta in maniera bipartisan, nonostante le richieste della Casa Bianca. Il senatore repubblicano Spencer Deery ha affermato che ridisegnare i collegi al di fuori del censimento decennale (cioè quando per legge cambia la mappa degli interi Stati Uniti) era costituzionalmente e moralmente sbagliato e andava contro le intenzioni dei Padri fondatori. Dopo un breve tentativo da parte dell’Amministrazione di convincere i riottosi, Trump ha scritto sul social di sua proprietà, Truth, che “ogni repubblicano che vota contro questo importante ridisegno deve essere sottoposto a primarie”. Il presidente ha quindi concesso l’endorsement a tutti gli sfidanti dei senatori contrari al ridisegno, investendo circa 12 milioni di dollari nella contesa, una cifra molto alta per primarie di livello locale. Dei sette senatori che hanno subìto questa punizione, cinque hanno perso il seggio, uno è riuscito a salvarsi e una sfida è ancora troppo in bilico perché si possa assegnare un vincitore. Una vittoria che dà fiducia a Trump, che nelle primarie che si svolgeranno questo mese in Louisiana e Kentucky cercherà di far perdere il posto a due dei senatori che più gli danno filo da torcere a Washington, Bill Cassidy e Thomas Massie.

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