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Tra Giuli e Salvini siamo alla commedia politica
Il Foglio

Tra Giuli e Salvini siamo alla commedia politica

Per leggere la versione senza paywall, iscriviti alla newsletter "Di cosa parlare stasera a cena" a questo link : è gratis! Affidiamoci a Nona Mikhelidze , che commenta il Financial Times, per smontare le pretese della Biennale putinista alla buona di Pietrangelo Buttafuoco. Con “putinista alla buona” si intende dare uno spunto per le chiacchiere a cena. Perché, tra le varie, una cosa che intristisce la figura di solito intellettualmente eroica (e quindi sempre confinante con il ridicolo) di Buttafuoco è l’ostentazione di un liberalismo degno dei pensierini con cui si accettano i premi nei concorsi di bellezza. Ha infilato nel discorso con cui ha cercato di difendere la scelta di ospitare il famoso padiglione russo una serie di banalità sulla libertà di espressione artistica talmente smunte da non significare nulla e certamente dannose. Le ha messe in fila e ci ha costruito una vetrinetta in cui chiudere l’arte dopo averla sganciata dalla politica, dalla storia, dalla realtà. Alla tragedia veneziana si accompagna, sulla stessa scena, una dose di commedia politica. Rosenkrantz e Guildestern sono Alessandro Giuli e Matteo Salvini. Le tre "cose" principali Fatto#1 Contro tutte le regole del giornalismo e della conversazione insistiamo a parlare sempre della stessa cosa e cioè dello scontro tra Usa e Iran. Peggio ancora, riguardo alle citate regole, c’è che, secondo tutti i punti di osservazione, succede un bel niente. Cioè si passa tra annunci e contro annunci, tra notizie gonfiate e smentite roboanti. Eccovi, quindi, ammansita l’ultima uscita. Gli Usa, secondo il canale che interpreta il trumpismo nel modo più attivo, starebbero proponendo all’Iran una nuova serie di punti di accordo , in cui, però, si fanno più stringenti le condizioni per verificare la fine dell’iniziativa nucleare iraniana. Fatto#2 Israele non si ferma in Libano , ieri è stato colpito uno dei principali capi di Hezbollah, in un’operazione pienamente rivendicata dal primo ministro. L’esercito israeliano mostra come ci siano ancora lanci di missili coperti da edifici civili in Libano. Mentre va avanti il processo di avvicinamento politico tra il governo ufficiale di Beirut e Israele. Fatto#3 Il segretario di stato Marco Rubio a Roma per un bell’esercizio di diplomazia. Donald Trump lo ha fatto precedere da nuove dichiarazioni con cui critica l’indifferenza del Papa rispetto al rischio nucleare iraniano Oggi in pillole Tutto più semplice, invece, nel rinnovato rapporto tra Italia e Ungheria. È importante notare come, con pragmatismo da entrambe le parti, si sia passati dalla simpatia italiana per Orbàn alla piena e sincera intesa con Peter Magyàr. La chiave di questa buona carambola diplomatica è nell’Europa, perché è lì che si saldano i due interessi nazionali ed è lì che si superano certe piccole furbizie La nota di Jeffrey Epstein scritta poco prima di suicidarsi e in cui rivendicava che le indagini su di lui non avevano prodotto nulla è stata pubblicata, si direbbe ranuccescamente, e cioè tra mille dubbi sulla sua autenticità Un po’ per volta alla Scala dei turchi

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