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Ci vorrebbe Buzzati per narrare dei pavoni a Punta Marina | Collector
Ci vorrebbe Buzzati per narrare dei pavoni a Punta Marina
Il Foglio

Ci vorrebbe Buzzati per narrare dei pavoni a Punta Marina

Dramma, caos, lotta: rasenta il bellico il lessico dei titoli riguardo all’ormai celebre invasione dei pavoni a Punta Marina che, come l’ancor più famosa invasione degli orsi in Sicilia, meriterebbe di essere cantata da Dino Buzzati . La sua fiaba era ambientata nel Regno delle Due Sicilie, ma costituiva un’allegoria delle inclinazioni di una popolazione – quella italiana – cui si rivolgeva nel 1945, all’alba di un’epoca dagli sviluppi imprevedibili. In un tempo altrettanto complesso, anche la notiziola dei pavoni al lido ravennate sortisce un simile effetto-specchio e ci rivela come siamo diventati. Il nostro carattere nazionale si è subito espresso nella netta suddivisione in due fazioni: pro Pav e no Pav , li ha ribattezzati una battuta celando una verità intrinseca. Ciascuna delle fazioni vede i pavoni a modo suo. Per i pro Pav i fasianidi incarnano la bellezza, l’innocenza incontaminata, la resistenza alla colonizzazione turistica e capitalistica; per i no Pav, sono una minaccia, un’alterità che inquieta e devasta, un danno al decoro e uno squarcio nella coesione della comunità. Cambiate una consonante e ottenete i pro Pal; cambiatene un’altra ed ecco i no Tav . I pavoni continuano intanto a becchettare ignari, a stridere atrocemente (è la stagione degli accoppiamenti: i maschi devono farsi notare), a lasciare escrementi che gli esperti assicurano fetentissimi. Impazza tutt’attorno il consueto carnevale all’italiana. I cittadini lamentano la mancanza d’iniziativa del comune e dal municipio rispondono di avere le mani legate per burocrazia. Il numero dei pavoni è sterminato secondo i manifestanti, un centinaio secondo le forze dell’ordine . Le trasmissioni televisive di denuncia spediscono troupe d’assalto sui terrazzi delle case, onde fornire dettagliata cronaca della rovina delle antenne. Arrivano garruli villeggianti fuori stagione per fotografare i pavoni, sognando magari un selfie con loro. Viene annunciato un censimento – dei pavoni, non dei turisti – con utilizzo di droni, che fa già presagire un bando di appalto di lungaggine tale da far morire i pavoni di vecchiaia. Esperti ornitologi ammoniscono allarmati di non irritare i pavoni, di non affrontarli a nude mani . Nei tentennamenti del comune, si fa avanti il settore privato: lo zoo safari vicino a Mirabilandia si offre di ospitare non più di venti pavoni, quindici maschi e cinque femmine, a detrimento di parità e fluidità di genere. Ma i pavoni sono un bene pubblico, insorge lo sporadico temerario . Né manca il vip di turno, Elettra Lamborghini , che si offre di ospitarne qualcuno in prima persona; ma l’ha detto ridendo, specificano cronache aduse al fatto che in Italia, quando qualcuno parla, raramente è serio. Nel libro di Buzzati, dopo mirabolanti avventure, gli orsi si civilizzano, ma poi decidono che è meglio tornarsene verso i boschi perché lì si vive meglio; anch’io sono certo che, mentre continueremo a discuterne, i pavoni se ne andranno da Punta Marina. Perché li avremo annoiati.

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