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Yanis Varoufakis, un Pedro Sánchez che non ce l’ha fatta
Il Foglio

Yanis Varoufakis, un Pedro Sánchez che non ce l’ha fatta

Ce lo ricordavano con le camicie a fiori e la motocicletta tendenza diari del Che, quando da ministro syrizista dell’Economia greca progettava di ribaltare l’Europa dell’euro maledetto e della famosa Cancelliera . Lo show si esaurì in fretta, ne ha inventati altri sempre meno convincenti, ma mai ci saremmo aspettai di ritrovare Yanis Varoufakis , un Pedro Sánchez che non ce l’ha fatta, a salmodiare come un monaco buddhista le lodi di Francesca Albanese: “In praise of Francesca Albanese”, per la precisione. E’ il titolo di un discorso pronunciato ad Atene domenica e rilanciato sui suoi account. “C’è una domanda che mi tormenta nelle ore piccole, quando il sonno non arriva e la mente rigira vecchie pietre. La domanda è questa: ‘Cosa avrei fatto negli anni ’30, la mattina dopo la Notte dei Cristalli?’. Non quello che dico che avrei fatto. Non quello che spero di aver fatto. Ma cosa avrei fatto davvero”. Ma ogni tanto, meraviglia, “appare qualcuno che si fa avanti quando gli altri si tirano indietro. Qualcuno che pronuncia il nome di una cosa quando tutti gli altri sono impegnati a nominarne un’altra. Francesca Albanese è quella persona”. Infatti, il suo verdetto osceno pronunciò neanche tanto tempo fa da un palcoscenico: la parola ostaggi non la dovete nemmeno dire .

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