Il Foglio
A oltre un mese dal voto sulla giustizia, il nuovo sondaggio Demos per Repubblica dice che il referendum è passato, ma gli equilibri politici sono rimasti quasi fermi. Ma con una novità destinata a pesare negli equilibri del centrodestra: l’“effetto Vannacci”. Fratelli d’Italia resta il primo partito, anche se in lieve calo, al 28,6 per cento (era al 29,8 nella rilevazione di settembre 2025) . Il Partito democratico si conferma seconda forza, ma resta distante, al 21,5 (21,7 a settembre). Il Movimento 5 Stelle è al 13, Forza Italia all’8 supera la Lega e Alleanza Verdi-Sinistra resta sotto il 6 per cento dei consensi. La novità è l’esordio di Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci, accreditato al 4 per cento : abbastanza per superare sigle più rodate come Azione (3,5 per cento), Italia Viva (2 per cento) e +Europa (2,1 per cento), e per indicare che a destra esiste uno spazio politico conteso. Fratelli d’Italia resta il primo partito, pur in lieve flessione, al 28,6 per cento rispetto al 29,8 della rilevazione di settembre 2025. Il Partito democratico si conferma seconda forza con il 21,5 per cento, sostanzialmente stabile rispetto al 21,7 precedente. Seguono il Movimento 5 Stelle al 13 per cento e Forza Italia, che con l’8 supera la Lega, mentre Alleanza Verdi-Sinistra resta sotto la soglia del 6 per cento. La vera novità è però l’esordio di Futuro Nazionale , il partito fondato da Roberto Vannacci, accreditato già al 4 per cento. Un risultato significativo per una formazione appena nata, capace di superare partiti consolidati come Azione (3,5 per cento), Italia Viva (2 per cento) e +Europa (2,1 per cento). Il dato suggerisce che nell’elettorato di destra esista uno spazio politico ancora contendibile, soprattutto nell’area più identitaria e sovranista, dove la Lega appare il soggetto più esposto alla concorrenza del generale. La maggioranza mostra qualche segnale di logoramento nei singoli partiti, ma il consenso complessivo verso il governo resta sopra il 40 per cento. Giorgia Meloni continua inoltre a rappresentare il principale punto di forza della coalizione. Nella classifica della fiducia verso i leader , la presidente del Consiglio è l’unica a crescere, seppur di poco: sale al 38 per cento e resta la figura politica più apprezzata. Alle sue spalle Giuseppe Conte, stabile al 35 per cento. Seguono Emma Bonino, Antonio Tajani al 25 per cento ed Elly Schlein al 24. Più indietro Calenda, Salvini, Fratoianni, Renzi e Bonelli, mentre Beppe Grillo chiude la graduatoria. Secondo il sondaggio, infine, metà degli elettori ritiene che il governo Meloni riuscirà a completare la legislatura fino alla scadenza naturale prevista nell’autunno del 2027.
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