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Ha dovuto attendere l'ultima giornata, ma il Frosinone può finalmente fare festa perché all'ultimo respiro ha trovato l'aritmetica certezza del ritorno diretto in Serie A dopo due stagioni di purgatorio in Serie B. Il traguardo è stato raggiunto con la vittoria decisiva per 5-0 ottenuta contro il Mantova nell’ultima giornata della Serie B 2025/26 (bastava in realtà un punto per l'aritmetica), in un Benito Stirpe tutto esaurito, che ha consegnato alla squadra gialloblu il salto di categoria insieme al Venezia già promosso al termine dell'ultima giornata. Con 81 punti in classifica e un cammino di grande continuità, il Frosinone ha meritato il ritorno nella massima serie italiana, riconquistando la categoria che aveva perso in maniera sanguinora al termine della stagione 2023/24. IL GRANDE RITORNO Proprio a quel drammatico 26 maggio 2024 sono tornati i ricordi di tutti i tifosi ciociari che oggi, con questa promozione, ottengono virtualmente una rivincita attesa da ormai due anni. All'epoca la sconfitta subita in casa contro l'Udinese con goal di Davis fu fatale in virtù del clamoroso successo per 3-2 ottenuto dall'Empoli al 93esimo (goal di Mbaye Niang) contro la Roma. Dopo quella beffa, la società non si è mai data per vinta, si è rimboccata le maniche con l'obiettivo dichiarato di tornare subito tra i grandi, rimanendo però invischiata in una difficile lotta per non retrocedere culminata con una salvezza senza passare dai playout grazie alla penalizzazione inflitta al Brescia poi fallito. In estate l'arrivo di Renzo Castagnini come nuovo direttore sportivo ha dato la spinta verso un percorso differente, imparando dai propri errori, e costruendo una squadra fin da subito protagonista credibile per la risalita . L’obiettivo era chiaro: fare della continuità e della solidità la base per il ritorno in Serie A STAGIONE DA URLO E fin da subito la Serie B 2025/26 ha visto il Frosinone come grande protagonista . Prima un girone d’andata chiuso in vetta con un rendimento molto positivo in termine di vittorie e pochi passi falsi come quel 3-0 rimediato a Venezia e il ko in casa col Monza che a conti fatti non hanno concesso la festa anticipata. La rosa gialloblu ha però saputo mantenere ritmo e qualità per tutto il campionato , accumulando a fine girone di ritorno 81 punti con il secondo miglior attacco del torneo (dietro al Venezia) e una delle difese più solide della categoria con solo 34 goal subiti. Il primo momento chiave della stagione è arrivato proprio a fine ottobre, dopo il tris di risultati negativi ottenuti proprio contro Venezia, Monza e Sampdoria (pari 1-1) a cui sono seguiti 13 risultati utili consecutivi. Il secondo momento difficile è arrivato a fine febbraio/inizio marzo con 3 pareggi in 4 gare a cui però il Frosinone ha reagito con un filotto di vittorie culminato con il fondamentale 1-0 a Castellammare di Stabia che ha fatto staccare in classifica il Monza contemporaneamente fermato a Mantova. ALVINI UN REGISTA UNICO Una stagione così positiva non sarebbe stata possibile senza il lavoro di Massimiliano Alvini , scelto ad inizio luglio 2025 come nuovo allenatore dopo la stagione precedente condita addirittura da due esoneri e tre tecnici che si sono alternati in panchina. Alvini, allenatore "di categoria", con la sua esperienza e la sua capacità di costruire una squadra compatta e difficile da affrontare, ha imposto un modello di gioco concreto e efficace. La sua mano è stata evidente soprattutto nella gestione delle fasi di gioco e nella scelta dei leader in campo, con una squadra capace di adattarsi alle situazioni e di mantenere alta la concentrazione anche nelle partite più complicate. UN GRUPPO GIOVANE L'idea imposta dal patron Stirpe e dal ds Castagnini è stata chiara fin da subito: la squadra a disposizione di Alvini doveva essere un mix di talenti giovani, presi anche in prestito ma utili alla causa e giocatori più esperti, ma mai oltre i 30 anni , abituati a lottare in ambienti caldi e per obiettivi importanti. E così di partita in partita si sono messi in risalto giocatori come Antonio Raimondo (11 goal), bomber classe 2004 in prestito dal Bologna o Giorgio Cittadini , difensore classe 2002 di proprietà dell'Atalanta e anche Lorenzo Palmisani , portiere rientrato a gennaio 2025 dal prestito alla Lucchese e promosso titolare. È stata però anche la stagione di Giacomo Calò , talento scuola Sampdoria e passato in carriera anche da Genoa e Benevento, uno che la Serie A l'ha sfiorata più volte in carriera senza mai aver esordito e arrivato in prestito con diritto di riscatto a Frosinone dal Cesena. Per lui 11 goal e 14 assist. E infine è stata la magic-annata anche di Fares Ghedjemis , uno che la A col Frosinone l'ha vissuta, essendo arrivato nel gennaio 2024 dal Rouen e che ha chiuso la sua miglior stagione in carriera con 15 goal e 3 assist. UNA SOLIDA REALTÀ "Dal 2016/17 ad oggi fate il conto di quante società di quella Serie B, che all'epoca era a 22 squadre, sono ancora a questi livelli. Ve lo dico io: tre. Noi, il Frosinone e il Verona. Tutte le altre sono retrocesse in Serie C o sono direttamente fallite e ripartite dal basso". Questa parole del direttore generale del Pisa Giovanni Corrado , ufficialmente retrocesso in Serie B dalla Serie A 2025/2026, oggi suonano come un complimento importante che spiega i segreti del successo di questo Frosinone: la stabilità societaria sotto la guida della famiglia Stirpe che controlla il club dal 2003. Il lavoro degli Stirpe ha sempre mirato alla stabilità e alla crescita in maniera progressiva nel corso degli anni, con una visione chiara e una gestione attenta delle risorse e addirittura la voglia di regalarsi un impianto gioiello come quello del Benito Stirpe che rappresenta un'eccezione unica in un contesto stadi che in Italia latita. Moderno e spesso gremito di tifosi appassionati, lo stadio rappresenta un fattore importante per la squadra, capace di trascinare i Canarini e rendendolo un autentico fortino. Questo ritorno in Serie A non è quindi soltanto un risultato sportivo: è la testimonianza della crescita di una società che ha saputo ripartire e ricostruire una squadra competitiva e una struttura sana attorno ad essa, partendo da due momenti drammatici come la retrocessione dalla A alla B e il rischio playout nella stagione successiva in Cadetteria. Il Frosinone è tornato in Serie A, l'obiettivo ora sarà quello di rimanerci.
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