Il Foglio
La cosa più complicata è probabilmente spiegare che cosa è esattamente Sport e Salute, fortunatamente senza la & commerciale. Dire che è la Società dello stato che promuove lo sport e i corretti stili di vita, non rende l'idea; aggiungere che è la cassaforte dello sport italiano non completa il quadro. “Ci ho messo un po’ di tempo anch’io a capirlo”, sorride Marco Mezzaroma che ne è il presidente dall’agosto 2023. “Sport e Salute è una società pubblica. Siamo 100 per cento del ministero dell’Economia e delle finanze, con il controllo e indirizzo dell’autorità delegata allo sport, in questo caso il ministro Abodi”. Non basta a chiarire. “Siamo sostanzialmente una società di servizio per il mondo eterogeneo dello sport. Siamo definiti, anche impropriamente, la cassaforte dello sport, perché noi eroghiamo i contributi pubblici, agli organismi sportivi. Però abbiamo un’anima privatistica, quella relativa all’organizzazione, insieme alle federazioni competenti, dei grandi eventi internazionali”. Sei Nazioni di rugby, Internazionali di tennis, concorso ippico di Piazza di Siena, l’America’s Cup che sbarcherà a Napoli, e non solo: tutto passa da qui. E in questo periodo il Foro Italico è il posto dove chiunque vorrebbe essere. Ma non basta ancora, perché Sport e Salute è centrale anche per l’impiantistica sportiva. “Sempre più soggetti pubblici ci stanno dando fiducia per mettere a terra quelli che sono i loro programmi pubblici nell’ambito dell’impiantistica sportiva”. “Oggi lo sport ha due grosse barriere all’ingresso: l’insufficienza di spazi per praticarlo e il costo della pratica sportiva. Abbiamo bisogno di spazi che devono essere sempre di più pubblici e gratuiti. Assieme al Governo, con un programma che si chiama Sport Illumina abbiamo già iniziato a realizzare 85 playground su tutto il territorio nazionale, pubblici, gratuiti e gestiti da noi. Con le varie istituzioni, poi stiamo cercando di abbassare i costi”. E in questo senso operano i voucher sportivi messi a disposizione dallo stato e dalle regioni. “Ormai ci si è resi conto che investire nello sport è produttivo e aiuta a stare meglio. Tutti dovremmo camminare almeno mezz’ora al giorno”. Gli italiani sono stati per anni un popolo di sportivi da divano. Seduti in poltrona (o allo stadio) a guardare chi faceva sport. “Posso affermare che gli italiani stanno cambiando e stanno diventando sempre di più un popolo in cui la pratica sportiva aumenta, diventando parte integrante di uno stile di vita. Ormai nella giornata di una persona, sta diventando sempre più importante ritagliarsi lo spazio per un’attività sportiva”. Un trend confortato dai numeri: “Gli ultimi dati Istat, quelli del 2025, ci dicono che ormai il tasso di sedentarietà è sceso al 30,8 per cento, il minimo storico assoluto. Solo negli ultimi due anni, più di un milione di italiani ha cambiato stile di vita. Pensiamo che circa vent’anni fa era oltre il 40 per cento”. I dati del 2025 raccontano che sono 16,4 milioni gli italiani che fanno un’attività sportiva in forma continuativa. “Ma dobbiamo contare anche chi va a correre al parco, chi gioca a tennis, a padel, a calcio o calcetto senza essere tesserato…”. Non stanno cambiando solo gli sport che fanno vincere e cantare l’inno. Anni fa non avremmo mai pensato di poter avere un italiano campione olimpico dei 100 metri, il numero uno del tennis mondiale, il pilota leader del Mondiale di Formula 1. Fortunatamente oltre al calcio c’è di più, c’è molto di più. “E non scordiamo i risultati del rugby nel Sei Nazioni , addirittura nel baseball – aggiunge il presidente – stanno crescendo una serie di di discipline sportive che prima magari erano considerate di secondo piano. E per noi la cosa più importante è che stia continuando il trend di crescita della pratica sportiva degli italiani, che è ciò che ci sta maggiormente a cuore. Sta cambiando la cultura. I risultati dei nostri atleti di vertice e i grandi eventi che ospitiamo nel nostro Paese ci aiutano a portare sempre più gente a fare sport”. Uno dei grandi ostacoli è sempre stato lo sport nella scuola. Un problema che ci trasciniamo dietro da tempo. “Anche lì stiamo intervenendo. Vedo una maggiore cultura e sensibilità nei confronti dello sport. Stiamo recuperando il gap con investimenti importanti da parte del governo e degli enti locali. I nuovi Giochi della gioventù sono un passo in quella direzione. Con il programma Scuola Attiva stiamo ampliando l’offerta sportiva e soprattutto le ore di attività nelle scuole primarie”. Marco Mezzaroma è a Sport e Salute dall’agosto 2023, ma prima è stato per anni nel mondo del calcio (prima la Roma, poi comproprietario della Salernitana con Claudio Lotito che è marito di sua sorella). “Il calcio mi ha dato una visione parziale dello sport. Qui ho avuto una visione completa, conoscendo bene gli altri soggetti che operano in questo meraviglioso mondo. Penso banalmente a tutti i gruppi sportivi, civili e militari che hanno un ruolo importantissimo. Ho potuto conoscere da vicino lo sport di vertice, ma anche quello di base, quello che viene praticato dai cittadini. Così mi sono potuto rendere conto che c’è una grande volontà di investire nel settore e si percepisce una grande fame di sport. Tutte cose che mi fanno essere fiducioso per il futuro”. Resterebbe il calcio. “Io l’ho vissuto partendo dalla Serie D fino alla Serie A. Penso che lo sport italiano abbia bisogno di un calcio in salute, perché fa parte del nostro dna, della nostra cultura. Il calcio però non può vivere dei ricordi dei fasti passati. Si deve rendere conto che la concorrenza degli altri sport in Italia è aumentata tantissimo. Va bene chiedere aiuti all’esterno, ma prima di tutto dovrebbe guardare al proprio interno, perché ci sono dei problemi strutturali che solo il calcio internamente può risolvere, facendo le riforme di cui sento parlare da più di dieci anni. Quindi sarebbe opportuno che ogni componente facesse un piccolo passo indietro per fare in modo che tutto il movimento possa poi fare quattro passi avanti. Spero che il calcio prenda coscienza di questa situazione e che riesca a trovare al proprio interno le soluzioni per ricominciare”. Il presidente liquida come “invenzione giornalista” la voce che lo aveva segnalato come possibile commissario per la Figc. “Non è una cosa che mi compete, non mi permetto di fare valutazioni al riguardo”. Meglio farsi una passeggiata al Foro Italico e godersi la settimana santa del tennis italiano.
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