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Un ricordo di Cortina anni Sessanta | Collector
Un ricordo di Cortina anni Sessanta
Il Foglio

Un ricordo di Cortina anni Sessanta

In questo primo caldo di maggio avrei voglia di prendere l’auto e andare a Cortina. Non quella di adesso, però. Quell’altro mondo invece che da bambina, dopo una notte in treno – la luce blu nello scompartimento, i sedili di velluto – mi si apriva davanti, all’alba. A Calalzo dai vagoni carichi di tronchi la resina, come un vento dolcissimo. Ci aspettava un trenino bianco e azzurro, un giocattolo, che si arrampicava a Cortina. La grande vecchia casa aveva il fienile, e la stalla ancora odorava di letame. Al lavatoio di pietra zampillava inesausta un’acqua freschissima. Le lenzuola stese al sole ne prendevano il profumo. Nel cortile il figlio dei padroni, fabbro, batteva tutto il giorno dentro un’officina oscura. Davanti, le Tofane, regine . (Zittivo io, nel guardarle). Nell’orto, i cavolfiori e le rose. La vecchia padrona con la gonna lunga e nera: un lembo di Ottocento mi sfiorava. E, il ribes? A rubarlo era ancora più buono. E gatti, gatti ovunque, che mi fissavano pensosi. Poi nell’afa di luglio, improvvisi, minacciosi, tuoni. Spiavo i temporali da una finestrella del fienile, emozionata a ogni lampo che crepava il cielo. In paese, la mattina il fiato del pane da una piccola bottega, e la marmellata del krapfen che mi riempiva la bocca. Al tramonto, quella corona di montagne radiose nel riverbero del sole. Cortina anni Sessanta, per me bambina il Paradiso. Da anni la evito. Soprattutto dopo le Olimpiadi. Quella pista da bob a sventrare il bosco, mi ha fatto male. Perché io so quei boschi, e come filtra tra i rami il sole, e dove si trovano le fragole. So come inebria, la resina che stilla dai tronchi. Così quella pista che ha spaccato un bosco mi rattrista. No, non tornerò a Cortina. N emmeno oso aprire Earth sul pc, e mettere la via di quella vecchia casa. Ho paura di non trovare più il fienile dei miei temporali, quello dove le gatte covavano le cucciolate e mi fissavano con i loro occhi d’oro. No, nemmeno con Earth posso tornare. Se si ha un Paradiso, bisogna custodirlo in sé, gelosamente.

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