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Di Maio ritorna a Montecitorio: "Sono qui solo per la barberia" | Collector
Di Maio ritorna a Montecitorio:
Il Foglio

Di Maio ritorna a Montecitorio: "Sono qui solo per la barberia"

“Sono qui per la barberia , solo per quello!”. Luigi Di Maio ride e scherza con il Foglio quando gli chiediamo com’è ritornare alla Camera dei deputati dopo tanto, tanto tempo. Ebbene sì, il rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo persico è a Palazzo Montecitorio per un evento dell’assemblea parlamentare della Nato, organizzato da Lorenzo Cesa , il seminario “Gruppo Speciale Mediterraneo e Medio Oriente”. Il neo membro del prestigioso European council on foreign relations (ci è entrato lo scorso weekend) è uno dei relatori della sessione del pomeriggio. Ma arriva non prima del consueto passaggio dal barbiere. Priorità. Lo incrociamo lì: si sta asciugando i capelli, taglio cortissimo, appena fatti. “Ho un seminario da presidiare tra dieci minuti”, dice ai barbieri. Poco prima dell’inizio del suo intervento specifica al Foglio: “Non rilascio dichiarazioni”. E dice: “Torno qui spesso solo per tagliami i capelli”. Scherza. Si ferma a chiacchierare con diplomatici. Sfodera un inglese da manuale, sorpassa Renzi. Si parla di politica internazionale, suo ambito di studio e di lavoro. Nei corridoi del Palazzo di cui è stato il vicepresidente più giovane, negli anni della sua opposizione forte ai governi del Pd, saluta giornalisti e amici. “Che ci fai qui?”. Tono sorpreso perché non era annunciata in pompa magna la sua presenza. Cortese e gentile, risponde: “Ho un evento”. Pacatezza. Il Di Maio che chiede impeachment non c’è più. La sua ultima esperienza qui dentro è quella di “Insieme per il futuro”, quando ha provato a salvare il governo Draghi, cercando di affossare Giuseppe Conte. Clamoroso flop elettorale. Ma gli è andata bene lo stesso ed è caduto in piedi. Dopo la fine del governo di unità nazionale è arrivata la nomina a diplomatico in medio oriente. Lo scorso anno è stato riconfermato fino al 2027. E grazie al suo lavoro lo scorso febbraio è diventato p rofessore onorario presso il Dipartimento di Defence studies del King's college di Londra. Un incarico dietro l’altro e un cv che ormai in Italia non può battere quasi nessuno. Di campo largo non si parla, chiaramente. Quello che ha da dire lo dice attraverso le storie Instagram, come quando ha attaccato il leader del Movimento 5 stelle poco dopo la pubblicazione del suo volume-manifesto, “Una nuova primavera”. Ma oltre a lontani rancori, ora il suo ruolo lo lega alla politica internazionale. Enfant prodige.

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