Collector
Garlasco, i 45mila euro consegnati in contanti: chi può incastrare Andrea Sempio | Collector
Garlasco, i 45mila euro consegnati in contanti: chi può incastrare Andrea Sempio
Quotidiano Libero

Garlasco, i 45mila euro consegnati in contanti: chi può incastrare Andrea Sempio

Guerra di versioni tra gli ex avvocati di Andrea Sempio . In ballo ci sono 45mila euro pagati in nero ai tre legali, subito prima della prima vera indagine sull'amico di Marco Poggi avviata e quasi subito archiviata, nel 2017. Su quella inchiesta si sta indagando oggi a Brescia, con l'allora procuratore di Pavia Mario Venditti sospettato di corruzione in atti giudiziari . Secondo l'accusa, avrebbe percepito soldi dai Sempio proprio per archiviare il ragazzo, che oggi ha 38 anni ed è vicino al rinvio a giudizio con l'accusa, pesantissima, di omicidio volontario di Chiara Poggi , avvenuto la mattina del 13 agosto 2007 a  Garlasco. Sangue e soldi, l'ultimo tassello di una telenovela horror che appare infinita e nella quale tutti i protagonisti sembrano avere o aver avuto qualcosa da nascondere. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47660374]] Come riporta il Corriere della Sera , Federico Soldani, Massimo Lovati e Simone Grass i, gli ex legali di Sempio sentiti in contemporanea a Brescia, su una cosa concordano: l'aver ricevuto da Sempio quei soldi nel 2016. "Non appena indagato, Andrea Sempio si è attivato immediatamente, unitamente al padre, al fine di reperire dei soldi per pagare gli investigatori", dicono i pm. Quei soldi sono stati motivati con spese legali mai sostenute. Grassi sostiene di aver intascato " 15mila euro a testa ", divisi equamente dunque. La sua unica mossa? "Aver fatto la foto delle scarpe di Andrea che ho fatto recapitare a Quarto grado ". Da civilista, sottolinea, "stavo zitto e non davo contributi" durante le riunioni dei legali. Era stato Lovati, principe del Foro della Lomellina, a concordare "la cifra di 45mila euro" da incassare, sotto forma di mazzette da spartire. Dal canto suo Lovati sostiene che i soldi venivano incassati dagli altri due colleghi: "Dopodiché mi chiamavano, mi recavo al loro studio e prendevo il denaro". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47665013]] C'è poi in ballo l'esposto di Alberto Stasi , il fidanzato di Chiara condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, finito in anticipo nelle mani dei legali di Sempio. Lovati dice di averlo ottenuto "dal giornalista Giangavino Sulas " (morto nel 2021). I magistrati di Brescia gli contestano il timbro della Procura generale di Milano e Lovati nicchia: "Prendo atto". Soldati risponde con vari "non ricordo" alle domande dei pm bresciani sui contatti tra lui, Sempio e il carabiniere Sapone, tra 21 e 22 gennaio 2017. Altro momento cruciale per capire la genesi della potenziale corruzione. C'è un altro personaggio centrale in tutta questa storia: Giulia Pezzino , titolare con Venditti della prima indagine su Sempio e dimessasi alla vigilia dell'apertura della nuova inchiesta, nel 2025. "Escludo categoricamente", sottolinea, di aver autorizzato il carabiniere Simone a parlare con Sempio. Conferma invece di aver avuto "sin da principio vari contatti e scambi di opinioni" con l’avvocato Gian Luigi Tizzoni , legale della famiglia Poggi fin da subito contrari alla riapertura del caso. Sarebbe stato proprio Tizzoni a procurare ai magistrati gli atti del primo processo: "Era normale condividere con lui i passi delle indagini". Una commistione che certo non aiuta a far chiarezza sugli sviluppi del giallo. Anche perché secondo la Pezzino sarebbe stato ancora Tizzoni ad "aver dato indicazioni" di convocare il perito genetista Francesco De Gregori , decisivo nel chiudere velocemente la seconda indagine. D'altronde, era stato lo stesso De Stefano nel 2014 a considerare "inutilizzabile" il Dna che oggi rappresenta invece un asso dei pm contro Sempio.

Go to News Site