Il Foglio
Ci potrebbe essere un accordo, ma per ora – grazie alla mediazione di Ignazio La Russa – c'è sicuramente una data: il testo del disegno di legge sul fine vita approderà in Aula al Senato il prossimo 3 giugno . Ad annunciarlo è stata Stefania Craxi, la presidente dei senotori di Forza Italia al termine della conferenza dei capigruppo. Il testo che sarà discusso è quello del dem Alfredo Bazoli, sottoscritto da tutte le opposizioni e peraltro l'unico, a oggi, ad avere le condizioni per approdare in Aula ed essere votato. La decisione è stata presa all'unanimità e sembra che a spingere per il voto favorevole anche della maggioranza sia stato proprio il presidente del Senato. "La proposta è stata sua", ha detto il capogruppo Pd Francesco Boccia. Ma non finisce qui. Il testo di Bazoli è stato calendarizzato per la discussione, ma l'obiettivo (soprattutto della maggioranza) è quello di portare un nuovo testo, che sia il più unito e unitario possibile. Per questa ragione non si fermeranno i lavori di mediazione in Commissione, dove da settimane è ferma la proposta a firza Zullo(FdI)-Zanettin(Fi). Ed è attorno a questa che la maggioranza intende continuare a lavorare. Ma qualora si arrivasse al 3 giugno senza un accordo, Palazzo Madama discuterà su quello del senatore del Partito democratico, che, con ogni probabilità, non troverà il favore dei partiti di maggioranza . Il testo è infatti ostile alle forze di maggioranza. Divise anche al loro interno sul coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale, sebbene dai forzisti siano arrivate negli ultimi giorni aperture in questo senso . I meloniani invece, è la linea del sottosegretario Mantovano, vorrebbero che il Ssn restasse fuori dai meccanismi che regoleranno il fine vita. Ma oggi l'obiettivo principale era uscire da uno stallo legistlativo, in cui ogni regione si regola (come può) in autonomia e ci si affida alle sentenze delle Corte costituzionale. Per il Pd, così come per le altre opposizioni, è imprescindibile che il Ssn sia parte integrante del testo . "Se non verrà fuori un testo unito e unitario, che per quanto ci riguarda comprende il Servizio sanitario nazionale, cosa che la maggioranza si è sempre rifiutata di fare, per noi si voterà il disegno di legge Bazoli", ha detto sempre Francesco Boccia. "Ha le firme di tutti i senatori delle opposizioni e recepisce i rilievi della Consulta. Se così non sarà, verrà confermata la volontà regressiva della maggioranza". Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia, sempre al termine della riunione poi spiegato: "Con un centrodestra compatto, abbiamo definito la calendarizzazione del provvedimento in Aula. Noi non rinunciamo a nulla, il testo Zanettin-Zullo rimane in commissione e cercheremo di arrivare a una posizione condivisa". E in merito alle richieste delle opposizioni, ha detto: "Forza Italia ha un'idea di mediazione, vedremo se sarà accettata". Secondo lei questa legge "è un atto di civiltà". Mariolina Castellone, del Movimento 5 stelle, mette agli atti: "Su questo tema serve responsabilità e coraggio, noi ci siamo". C'è stata un'accelerazione, ora è il tempo di mediare sul serio .
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