Il Foglio
Centinaia, migliaia di connazionali geopolitiche o geopolitici, direi astemi, stracerti di sé con tono ipersaputo: l’America non doveva attaccare l’Iran, figurarsi Israele, dopo il genocidio a Gaza . Hanno inflessioni simpaticamente irridenti, i nouveax geopolitics con postura casuccia a Capalbio e arroganze da giganti medio-bassi. Molti ammiccamenti tra loro, i professionisti decennali delle piattole alle pulci, con sorrisetti e battutine dei giornalisti quasi-di-grido (non c’è più Scalfari), alle prese con quel cafone di Mar a Lago. La faccia tosta che intenderebbe toglierci le basi militari . Lo scudo armato dei pacifisti, imparati finalmente del mignolo basso sulla tazzina ed eredi invece di una storia così ricca da regalare il Rinascimento ai coloni del Mayflower. Amiamo la pace, noi, e odiamo il West. Dopodiché, che questo sia il meglio del pensiero italiano, sembra soltanto. Il meglio della frustrazione e del provincialismo nazionale, questo è già più sicuro. Cioè. Un altro talk-show delle cialtrone e dei cialtroni televisivi col loro cazzo di birignao e io, nel niente che mi contraddistingue, fondo il “Circolo bassa Maremma ex odiatori di Trump”.
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