Il Foglio
La Commissione europea chiude il caso delle presunte violazioni della Spagna nell’uso dei fondi del Next Generation Eu . “Ogni richiesta di pagamento presentata dalla Spagna è stata valutata in modo approfondito e trasparente. La Commissione europea ha verificato che le milestone e i target fossero stati raggiunti prima di effettuare i relativi esborsi”. Così, in una lettera consultata dal Foglio, i commissari Raffaele Fitto, Valdis Dombrovskis e Piotr Serafin spengono le polemiche delle ultime settimane contro Madrid. L’accusa di alcuni eurodeputati tedeschi era che il governo Sánchez avesse usato illegittimamente i fondi dell’Rrf (Recovery and Resilience Facility) per pagare le pensioni. Bruxelles – in una risposta firmata dai commissari per la Coesione (Fitto), l’Economia (Dombrovskis) e il Bilancio e l’Antifrode (Serafin) – spiega che non è così. “E’ opportuno chiarire – dice la lettera della Commissione – che il piano spagnolo di ripresa e resilienza non prevede alcuna milestone o target in base al quale i fondi Ue verrebbero utilizzati per coprire le spese pensionistiche, in quanto queste non sono ammissibili nell’ambito del Rrf”. Il caso è nato da una polemica dell’opposizione spagnola di centrodestra (Pp e Vox), a seguito di una segnalazione della Corte dei conti spagnola. In un passaggio dell’ultima relazione sul Conto generale dello stato, il Tribunal de Cuentas aveva segnalato che nel 2024 il governo Sánchez ha usato circa 2,5 miliardi (2.389,4 milioni di euro) di fondi europei per coprire spese “ineludibili” nel capitolo della Sicurezza sociale, come appunto le pensioni. E per la Corte dei conti spagnola, sebbene sia consentito per “circostanze eccezionali” modificare le poste di bilancio, il governo avrebbe dovuto giustificare meglio i “presupposti giuridici” della scelta in quanto “sussiste incertezza” sulla possibilità di spostare gli eccessi di liquidità dei fondi europei che hanno una destinazione specifica. La questione è stata poi ampliata dai giornali spagnoli, come il Mundo, che hanno evidenziato la stessa pratica per il 2025: il governo ha utilizzato circa 8,5 miliardi dei fondi del Mecanismo de Recuperación y Resiliencia per pagare pensioni e altre spese di welfare. Lo scandalo è approdato prima a Berlino , dove alcuni organi di stampa come la Bild e la destra dell’AfD, si sono indignati per il fatto che la Spagna abbia usato il debito comune del Next Generation Eu per pagare le pensioni. E poi a Bruxelles , dove alleati del Pp spagnolo come il tedesco Andreas Schwab della Cdu, hanno chiesto chiarimenti alla Commissione. Come anticipato sul Foglio del 13 maggio , non c’è alcuna irregolarità, trattandosi di normale uso di liquidità che uno stato può gestire autonomamente e temporaneamente, purché non incida sulla destinazione finale dei fondi. La Commissione, nella lettera, scrive di essere a conoscenza delle obiezioni della Corte dei conti spagnola ma “tali osservazioni riguardano i requisiti procedurali previsti dalla legge di Bilancio spagnola” e pertanto è una “responsabilità interna”. Il problema, in sostanza, è tutto di politica nazionale. Lo spostamento “emergenziale” di stanziamenti per tappare buchi di bilancio è dovuto al fatto che la Spagna non approva una legge di Bilancio dal 2022, e quindi va avanti in esercizio provvisorio da tre anni con quella per il 2023. Nonostante la Costituzione spagnola preveda l’obbligo di presentarne una ogni anno. Ma Questa è, appunto, come ricorda la Commissione europea, una questione che riguarda la conformità ai requisiti procedurali previsti dalla legislazione nazionale su cui Pp e Vox criticano, legittimamente, il fragile governo di minoranza guidato da Pedro Sánchez. Ma la polemica pretestuosa sollevata a livello europeo dai frugali del nord, prevalentemente tedeschi e olandesi, è su un altro piano e ha ben altre motivazioni: l’obiettivo è quello di picconare il Next Generation Eu per delegittimare qualsiasi ulteriore ipotesi di debito comune europeo e impostare, in termini frugali, la discussione sul nuovo bilancio pluriennale europeo 2028-2034. E questo dovrebbe far riflettere chi nel centrodestra italiano, per un riflesso anti-Sánchez, ha cavalcato una polemica che non è nell’interesse del governo Meloni . Perché l’obiettivo è la Spagna ma anche l’Italia. Non è un caso che uno dei primi politici europei a bocciare la lettera con cui Giorgia Meloni ha chiesto a Bruxelles maggiore flessibilità contro il caro energia è stato Andreas Schwab: “Nessun paese può permettersi di pagare per avere un prezzo più basso della benzina”, ha detto il tedesco della Cdu che ieri attaccava Sánchez e oggi Meloni.
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