Il Foglio
La frattura più rumorosa si è consumata martedì pomeriggio. Parlando dell’astensione del Pd della scorsa settimana sul ddl Roma Capitale – che senza il voto dei dem è destinato a restare lettera morta – Roberto Gualtieri ha dichiarato: “A governo e opposizione dico: parlatevi tra di voi, io non sono in Parlamento”. A rispondere per le rime al sindaco è arrivata la ministra per le Riforme, l’azzurra Maria Elisabetta Casellati: “Al tavolo con noi – ha detto – c’era lui. Ii è sempre presentato come rappresentante del Pd, quindi sta a lui ora chiamare il suo partito”. Ma questo è solo l’ultimo battibecco di un rapporto che sta iniziando a logorararsi, quello tra il sindaco e il governo , e che, invece, era stato per oltre quattro anni ultra-istituzionale (non si ricordano a memoria d’uomo dichiarazioni del sindaco contro la premier Giorgia Meloni). Eppure ieri Gualtieri era nuovamente all’attacco. Questa volta contro ilPiano casa. “Il piano casa del governo è inadeguato. I comuni possono rimboccarsi le maniche ma servono risorse”, ha dichiarato durante un panel al festival dell’Economia di Trento. E pensare che la collaborazione ha garantito al sindaco notevoli vantaggi. Non solo il modello Giubileo , dove lui, nella veste di commissario straordinario, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano hanno lavorato fianco a fianco. Ma anche, ad esempio, sulla metro C . Se il sindaco ha avuto il coraggio di cominciare impattanti lavori che dureranno oltre dieci, ma rivoluzioneranno la mobilità della città, il merito di aver stanziato per la prima volta tutte le risorse per completare la linea è del governo Meloni. Sia della premier, sia del ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Discorso analogo per l’altra scelta coraggiosa fatta da Gualtieri: la realizzazione del termovalorizzatore . Il sindaco ha finalmente scelto di dotare la capitale di un grande impianto per lo smaltimento della sua immondizia. Ma lo ha potuto fare grazie a una norma, varata durante il governo Draghi, che ha esteso ai rifiuti i suoi poteri commissariali per il Giubileo. Quella norma, ostacolata da tanti esponenti del centrodestra, è stata, per volere del governo, mantenuta com’era. A un anno dalle elezioni però le cose sembrano assai cambiate. Sarà anche che – in uno scenario fantapolitico – il sindaco potrebbe ritrovarsi negli insperati panni di federatore del centrosinistra . Bene mediatore dunque, ma non abbastanza da far dimenticare in quale parte del campo politico si gioca.
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