Il Foglio
La prima pietra del termovalorizzatore di S. Palomba (investimento: oltre un miliardo di euro) è stata posata venerdì 16 maggio, ma sulla strada che porta alle elezioni amministrative del 2027 non c’è solo la grande opera su cui il sindaco Roberto Gualtieri punta per risolvere l’annoso problema della “monnezza”: entro un anno, ha detto Gualtieri, prenderanno il via anche i lavori per il nuovo stadio della Roma (anche in questo caso, l’investimento previsto è di circa un miliardo di euro). E’ partita cioè ufficialmente l’ultima fase dell’iter amministrativo che porterà alla costruzione della struttura progettata per la squadra giallorossa a Pietralata, con l’obiettivo di essere pronti per gli Europei del 2032. La nascita della seconda grande opera romana, dunque, correrà parallela alla corsa di Gualtieri per la rielezione, ed è uno dei (non pochi) segnali che indicano un inizio precoce e ufficioso di campagna elettorale nel centrosinistra (altri indizi: la app e la piattaforma “Per Roma con Gualtieri”, nata per sondare richieste e idee dei cittadini; i piccoli rimescolamenti nel campo largo locale; le paturnie nel M5s, diviso sottotraccia tra contiani e nostalgici del Movimento delle origini – ex sindaca Virginia Raggi in testa). Campagna iniziata, sì, con tanto di raccolta fondi, ma contro chi? E’ questo il punto dolente per il centrodestra, in questo momento impelagato in una palude che ricorda i mesi precedenti alla scelta non vincente dell’ex candidato sindaco Enrico Michetti, dopo mesi di tavoli inconcludenti. Lo sconforto regna presso i fan di Giovanni Malagò, quelli che pensavano di averlo come nome forte da contrapporre a Gualtieri, ché l’ex presidente del Coni, dopo il terremoto seguito all’ennesima non qualificazione dell’Italia per i mondiali, è candidato alla presidenza della Federcalcio. Nell’attesa della riunione di coalizione (prevista per fine maggio) in cui gli azionisti del centrodestra dovranno scoprire le carte o quantomeno farsi venire qualche idea, ci si muove in ordine sparso: Forza Italia con una campagna di strada (due giorni di gazebo dal centro alla periferia a inizio maggio), la Lega con la candidatura di Antonio Rinaldi e con la pressione sulla necessità di una rapida scelta per bocca del capogruppo in Comune Fabrizio Santori, Noi Moderati con la richiesta ripetuta di un confronto. La palla è ora in mano a Fratelli d’Italia. Si punta su un nome politico (intanto, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli si è detto disponibile).
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