Il Libraio
"In letteratura e, ancor più, nella vita, nutro il più grande rispetto per chi sa che bisogna essere nei luoghi dove pochi vogliono guardare...". Lo scrittore e critico Hans Tuzzi torna in libreria con "è scritto", e per l'occasione si racconta a tutto campo: "Tutto è politico. Vivere senza una chiara coscienza politica non è vivere, è vegetare. Ma questo, per un romanziere, non si deve tradurre in enfasi retorica…". Quanto allo stile, "è ciò che resta quando tutto è svanito. Perché, se all’inizio ci vogliono talento e umiltà e autocritica e lavoro, tanto solitario lavoro, il vero scrittore arriva precocemente a riconoscere la propria voce e il proprio passo: in modo del tutto spontaneo, eupnoico. Lo stile sarà allora il nostro vissuto trasposto naturalmente in ogni parola che noi scegliamo, in ogni frase che mettiamo insieme, perché consiste in uno scarto non sempre vistoso ma imprevedibile e divergente dalla norma…". Tra le altre cose, in quest'intervista l'autore classe '52 parla di rimpianti ("nessuno fondamentale"): "Rifarei senza esitazione le stesse scelte di vita, anche se tutt’altro che premianti. Meglio poveri che impiegati..." Leggi l'articolo completo “Sono un ciabattino…”: la letteratura secondo Hans Tuzzi .
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