Il Foglio
Bruxelles. Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz , con una lettera di quattro pagine , ha formalizzato la sua proposta di concedere all’Ucraina una “membership associata” all’Unione europea. L’idea era già stata avanzata al vertice informale di Cipro di fine aprile. L’obiettivo è di accelerare l’integrazione di fatto di Kyiv nell’Ue, anche alla luce dei negoziati in corso con la Russia. Sarebbe una tappa verso la piena adesione dell’Ucraina. Ma, dietro al pragmatismo e alla generosità, si nasconde un rischio: creare una nuova sala d’attesa dove tenere gli ucraini ancora a lungo, perché l’Ue non è in grado di riformarsi per un nuovo grande allargamento e manca della volontà politica per affrontare i problemi legati all’adesione dell’Ucraina. La lettera di Merz, datata 18 maggio, è stata indirizzata al presidente del Consiglio europeo, António Costa, alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e al presidente di Cipro, Nikos Christodoulides, che detiene la presidenza semestrale dell’Ue. “L’allargamento dell’Ue è una necessità geopolitica”, scrive il cancelliere. “Tuttavia, il processo di allargamento prende troppo tempo. Comprensibilmente, questo crea frustrazione tra i paesi candidati – e anche tra gli stati membri. Di conseguenza, sono convinto che abbiamo bisogno di una nuova dinamica per l’Ucraina, così come per i Balcani occidentali e la Moldavia”. Per l’Ucraina la questione è resa più urgente per il processo di pace in corso. Con la sua lettera Merz illustra nei dettagli ciò che aveva già proposto al vertice informale dei capi di stato e di governo a Cipro a fine aprile. “Suggerisco di discutere ulteriormente l’idea di quella che chiamo una ‘membership associata’ per l’Ucraina – un modello che significherebbe un passo decisivo nel percorso dell’Ucraina verso la piena membership”. Lo status di membro associato, secondo Merz, dovrebbe includere la partecipazione dei rappresentanti dell’Ucraina al Consiglio europeo, al Consiglio dell’Ue, alla Commissione e al Parlamento europeo, ma senza diritto di voto. L’Ucraina dovrebbe essere integrata gradualmente nell’acquis comunitario, mentre sarebbe esclusa dal bilancio dell’Ue. L’articolo 42.7 del trattato – la clausola di assistenza reciproca in caso di attacco – verrebbe esteso all’Ucraina per creare una garanzia di sicurezza sostanziale, ma solo sulla base di un “impegno politico degli stati membri”. Merz propone anche un meccanismo di ritorno indietro (“snapback”) in caso di arretramento sullo stato di diritto da parte dell’Ucraina. A prima vista, l’idea di Merz appare pragmatica. Il cancelliere propone di aprire tutti i capitoli negoziali il più rapidamente possibile e sostiene la necessità, una volta concesso lo status di membro associato all’Ucraina, di continuare “la procedura regolare di adesione per assicurare che realizziamo anche l’adesione formale il più rapidamente possibile”. Dopo la fine del veto dell’Ungheria a seguito della partenza di Viktor Orbán, l’apertura dei primi capitoli sarà decisa nel corso del mese di giugno. Merz riconosce che la sua proposta solleverà “un paio di questioni sulla sua fattibilità, politica, tecnica e giuridica”. Ma ritiene che questo status speciale serva a inviare “un forte segnale politico” di cui l’Ucraina e i suoi cittadini hanno urgentemente bisogno per continuare a difendersi dall’aggressione della Russia. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky , ha già rigettato più volte la proposta di Merz. “Tutti in Europa conoscono la nostra posizione: non abbiamo bisogno di un’Ue light”, ha detto Zelensky dopo un incontro bilaterale il 14 aprile a Berlino. “Per favore, non cercate un’adesione simbolica all’Ue per l’Ucraina”, ha aggiunto a Cipro il 24 aprile, dopo le discussioni con Merz e gli altri leader sulla “membership associata”. “Io non la sostengo. Il popolo non la sostiene. Ne abbiamo avuto abbastanza di alleanze simboliche: il Memorandum di Budapest, garanzie di sicurezza simboliche, un percorso simbolico verso la Nato. Meritiamo la piena adesione a diverse alleanze, certamente all’Ue” . Il presidente ucraino ritiene di essere in una posizione di forza. Con gli Stati Uniti che stanno abbandonando la sicurezza dell’Europa, l’Ucraina diventa essenziale per la deterrenza di fronte alla minaccia della Russia. Lungi dal rilanciare le speranze dell’Ucraina di una rapida adesione, la “membership associata” potrebbe diventare un espediente per l’Ue per non mantenere le sue promesse di allargamento. Il problema principale non sono le riforme che i paesi candidati sono chiamati a realizzare per entrare nel club. E’ lo stesso Merz a indicare la ragione tutta interna che rende il prossimo grande allargamento difficilmente irrealizzabile. “E’ ovvio che non saremo in grado di completare il processo di adesione a breve, visti gli innumerevoli ostacoli e le complessità politiche dei processi di ratifica nei vari stati membri”, ha scritto Merz. Per alcuni leader l’Ucraina, con il suo enorme settore agricolo e le esigenze di ricostruzione, è troppo grande per essere pienamente integrata nell’Ue, senza rischiare una rivolta interna, una sconfitta in un referendum o una disfatta alle elezioni.
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