Vanity Fair Italia
Semi, foglie, piume, fibre e piante raccolte nella sua Barbados diventano opere d’arte nelle mani di Annalee Davis, invitata alla Biennale di Venezia 2026. Ma dietro la bellezza poetica delle sue installazioni c’è una domanda scomoda: stiamo trasformando anche la crisi climatica in un’estetica rassicurante? L’artista accusa il colonialismo «green» e ci invita a rallentare e a ripensare il nostro rapporto con la Terra
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