Collector
Carlos lo Sciacallo | Collector
Carlos lo Sciacallo
Il Foglio

Carlos lo Sciacallo

Catturato nel ’94 a Khartoum, in Sudan, dai servizi francesi, Carlos lo sciacallo si trova da quel momento rinchiuso in una prigione di massima sicurezza a Poissy, nei dintorni di Parigi, per nulla pentito del terrore e dei morti seminati tra gli anni settanta e ottanta, quando diventa uno spauracchio globale. Ma chi era davvero Carlos, al secolo Ilich Ramírez Sánchez? Un “rivoluzionario di professione” vicino ai regimi comunisti dell’est Europa o un terrorista di matrice islamista, capace perfino di definire Bin Laden “un martire”? O ancora, un mercenario che si mascherava di volta in volta con le sembianze più convenienti, politiche o religiose, tanto da essere ribattezzato “How much”, quanti soldi, da un suo ex compagno di malefatte? Di fatto il personaggio ha esercitato un fascino misto a paura enorme, in grado di elettrizzare registi e scrittori per romanzi di genere, film d’azione, documentari più fedeli ai fatti (almeno nelle intenzioni), finendo spesso tutti imbrigliati in una matassa indistricabile dove verità e menzogne si tengono a braccetto. Valentine Lomellini cerca di decifrare il “mistero Carlos” con gli strumenti della storica , proponendosi di evitare le suggestioni e basandosi unicamente sui documenti. Consapevole di dover maneggiare materiale pericoloso, Lomellini si ripromette di non voler trascurare le vittime, spesso rimosse delle azioni criminali di Carlos e del suo gruppo, “eroi loro malgrado, che appaiono sullo sfondo, ma in realtà sono i ‘giusti’ di questa storia”. Nato nel ’49 in Venezuela in una famiglia borghese, Carlos cresce in un ambiente impregnato di mistica rivoluzionaria. Il padre, avvocato e intellettuale vicino al Partito comunista, assegna a ognuno dei suoi tre figli i nomi del rivoluzionario più celebre di sempre: Ilich, Lenin e Vladimir. Presto Ilich, il maggiore, inizia a viaggiare, frequenta la Swinging London, prende contatti con l’Ira, nel ’70 si iscrive all’Università Patrice Lumumba di Mosca, ma poco dopo ne viene espulso. Quindi si avvicina alla causa palestinese, aderendo alle frange più estremiste dell’Olp, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina. Fermato nel ’71 per l’invio di un pacco-bomba, due anni dopo uccide Teddy Sieff, vicepresidente della Federazione sionista britannica e alcuni mesi dopo, a Parigi, lancia una bomba in un drugstore, uccidendo due persone e ferendone più di trenta. Ma è solo l’inizio di una lunga stagione di attentati e di massacri “in stile algerino”, come disse anni dopo, ovvero il cosiddetto “terrore dal nulla”, indiscriminato, assai più simile al massacro di innocenti che all’azione rivoluzionaria. Valentine Lomellini Carlos lo Sciacallo Laterza, 272 pp., 22 euro

Go to News Site