Il Foglio
A noi faceva già abbastanza ridere quando lo chiamavano “Bambi”, ed era primo ministro di Spagna, José Luis Rodríguez Zapatero. Faceva ridere ma anche faceva venire un po’ d’orticaria, perché Lombroso non ha mai tradito e la faccetta da furbacchione significa furbacchione. Così adesso che, a parte gli scandali più o meno tangentari (si vedrà), ci è apparso nel grottesco splendore di tutti i suoi gioielli e gadget degni della mitica rivista “Gente di un certo livello”, Zapatero chiama su di sé il legittimo sputazzo . “Un centinaio di pezzi di alta gioielleria e di orologi di lusso, per un valore complessivo tra i 2 e i 3 milioni di euro. Parure di rubini, smeraldi e zaffiri, collane, orecchini e pendenti finemente lavorati, una vistosa gargantilla con 14 rubini di altissima qualità, anelli e bracciali di diamanti”, almanacca il Corriere. “E poi orologi da collezione Omega e Longines”. E per carità, sarà tutto patrimonio lecito e fiscalmente drenato quello che teneva nella sua cassaforte . Però ve ricordate voi le monetine a Bettino e la merda addosso a Ignazio Marino per una bottiglia da 50 euri, e a Fassino per un eau de duty free? Quelli come Bambi Zapatero sono stati tutta la vita dalla parte dei moralizzatori ululanti contro “i ladri”. Poi finiscono così, nel ridicolo più osceno.
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