Collector
Le divinità di oggi sono più crudeli, più tiranniche delle antiche | Collector
Le divinità di oggi sono più crudeli, più tiranniche delle antiche
Il Foglio

Le divinità di oggi sono più crudeli, più tiranniche delle antiche

Come tutti i sacrifici, anche il sacrificium intellectus richiesto dalla disciplina di Ignazio di Loyola produce i suoi frutti. Il novizio Andrea, protagonista del Gesuita perfetto di Furio Monicelli, “trovava un conforto in questa fedeltà costante e impassibile alla tradizione più rigida, una stupefacente emancipazione dal presente”. Certo, per liberarsi dalla tirannia del tempo e camminare con l’animo leggero l’intelletto andrebbe sacrificato una volta sola, e offerto a un Verbo immutabile. Cose che il nostro mondo sembra aver ripudiato, salvo poi riproporle come parodie malign e. “I gesuiti hanno anticipato da secoli le dottrine sociali d’oggidì e tutte le teoriche della subordinazione dell’individuo allo Stato o alla società, capitalista o comunista”, fa notare un novizio più riottoso, Fratel Zanna . In quel caso, però, il sacrificio dell’intelletto è una cambiale in bianco, e i benefici sono tutt’altro che garantiti. Sottomettersi al Partito che incarna la provvidenza storica – come fa il gesuita stalinista Naphta della Montagna incantata – esige di adeguarsi a ogni cambio di linea, a ogni nuova direttiva del comitato centrale. Occorre rinnovare periodicamente il sacrificio, e nemmeno questa ginnastica ascetica di trionfo su sé stessi elimina il rischio di essere gettati nelle tenebre esteriori e cancellati dalle fotografie ufficiali. Anche questa via di salvezza secolare, grazie al cielo, è alle nostre spalle . Eppure, senza più un Dio o un Partito a cui votarsi, guardali come corrono a sacrificare il bene dell’intelletto a numi momentanei e capricciosi: le mode culturali, le parole d’ordine, le regole di distinzione e di presentabilità della repubblica delle lettere. Sono divinità crudeli, più tiranniche delle antiche; e hanno al loro servizio legioni di piccoli inquisitori . In cambio di grazie effimere, di un conforto illusorio, di ricompense meschine, pretendono automutilazioni intellettuali sempre più dolorose. Oggi, per esempio, impongono di professare come articoli di fede che le donne possono avere il pene e che una guerra è in realtà un genocidio. Domani chissà.

Go to News Site