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Il maestro di Vigevano Vannacci che bacchetta tutta la destra | Collector
Il maestro di Vigevano Vannacci che bacchetta tutta la destra
Il Foglio

Il maestro di Vigevano Vannacci che bacchetta tutta la destra

Il “Maestro di Vigevano”, gran romanzo cupo di Lucio Mastronardi, raccontava sessant’anni fa il disagio della modernità di un distretto delle calzature in cui la nuova ricchezza sembrava minare l’armonia sociale e persino l’etica familiare. Ora Vigevano ha un nuovo “maestro”, e gran difensore delle genti italiche e dell’etica tradizionale, Roberto Vannacci. Anzi più che maestro un ex generale, che ha sbancato le Comunali della cittadina titolare di una delle piazze più belle d’Italia con un debutto al 14,33 per cento: che non vuol dire certo prendersi il sindaco al ballottaggio, il candidato di Vannacci è arrivato quarto, ma significa che il nuovo partito Futuro nazionale esiste, e darà filo da torcere agli alleati, specialmente alla Lega che rischia di perdere un suo feudo storico, ma che soprattutto soffre di emorragie in tutti i suoi ex territori. Non bastassero al centrodestra lombardo i motivi di tensione e di divisione, ecco che l’exploit annunciato (eh sì, lui lo avevamo visto arrivare) di Vannacci potrà non essere un segnale di peso nazionale per le prossime elezioni politiche, ma lancia alcuni messaggi precisi qui, nella terra che fu della Lega e del Cavaliere. In Regione, dove la competizione futura tra Fdi e Lega rischia di complicarsi, è infatti già nato il gruppo di Futuro nazionale, con due transfughi significativi: Luca Ferrazzi era stato eletto con la lista di sostegno a Letizia Moratti, mentre Pietro Macconi viene da Fratelli d’Italia. Il 2028 per il Pirellone è ancora lontano, ma la frammentazione gioca a favore della sinistra, che la poltrona più alta di Lombardia non l’ha mai occupata. Ma soprattutto Vannacci ha raccontato il progetto – o il sogno, o anche solo la boutade – di formare un proprio gruppo anche a Palazzo Marino e di avere il prossimo anno un proprio candidato sindaco per Milano. Che non vincerà, ovviamente, ma se togliesse voti (il 10-15 per cento?) al futuro candidato del centrodestra, ancora di là da venire, potrebbe aprire la strada a una nuova vittoria del centrosinistra al primo turno. Sarebbe un bel disastro, per il centrodestra.

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