Collector
Una “esplorazione massiva” dei contenuti dei telefoni. Il metodo Milano bocciato dal Riesame | Collector
Una “esplorazione massiva” dei contenuti dei telefoni. Il metodo Milano bocciato dal Riesame
Il Foglio

Una “esplorazione massiva” dei contenuti dei telefoni. Il metodo Milano bocciato dal Riesame

I pm della procura di Milano andavano “alla ricerca non tanto delle prove ma della notizia di reato”. Un giudizio tecnicamente, e anche deontologicamente, molto pesante sui modi di conduzione delle indagini nel rito ambrosiano, poiché viene direttamente dal Tribunale del Riesame. L’inchiesta in questione è la (già in sé zoppicante) indagine sulla ipotesi di “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente” nella vendita dello stadio Meazza. Le motivazioni del Riesame riguardano l’annullamento di un sequestro sui telefoni e relative chat dell’avvocato Ada Lucia De Cesaris, dell’ex assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi e di un’altra funzionaria del comune. Indagine dal percorso tortuoso, perché nasce da un sequestro di dispositivi nel corso di una differente inchiesta sull’urbanistica dello scorso anno. A seguito di una serie di richieste della GdF e dei pm, il contenuto di quelle chat è finito nel nuovo filone sulla presunta turbativa d’asta del Meazza. Al di là delle complesse tecnicalità, l’aspetto più rilevante del giudizio del Riesame (seppure l’anodino Corriere titoli sui “paletti dei giudici”) è la sonora bocciatura di un metodo : è giudicata “illegittima” l’avvenuta “esplorazione massiva dell’intero contenuto dei telefoni”, perché comporta rischi di “profilazione sui comportamenti, le inclinazioni, i rapporti con i terzi e le idee”. Ma soprattutto è il metodo dei sequestri di device a scopo esplorativo, ne ha parlato sul Foglio Ermes Antonucci , a essere con forza censurato: i pm non possono né devono andare “alla ricerca non tanto delle prove ma della notizia di reato”. Metodo che invece appare spesso utilizzato nelle inchieste milanesi – per quelle edilizie, è stato sequestrato addirittura un cantiere mai autorizzato né partito, in “previsione” di chissà quali reati – soprattutto quelle sul mondo del calcio, compresa l’ultima roboante iniziativa milanese sugli arbitri. Chissà se un giorno il procuratore di Milano, Marcello Viola, si deciderà a dire qualcosa sui metodi spericolati dei suoi magistrati.

Go to News Site