Quotidiano Libero
Dalle parti di Repubblica considerare l'elettore di centrodestra un sostanziale involuto è pratica ricorrente. E l'ultima conferma arriva dall'Amaca di Michele Serra , la rubrica proposta nella copia del quotidiano di sabato 30 maggio. Serra ragiona sul campo largo , ne chiede notizie, fa notare che, ad oggi, non né esiste una composizione così come il programma latita . "Qualcuno sta lavorando concretamente a quel programma, sta prendendo appunti, sta leggendo documenti, sta scambiando opinioni con i pari grado degli altri partiti?", si interroga la penna rossa, evidente la preoccupazione poiché il voto è all'orizzonte. Laconicamente, aggiunge: "Si sa solo, per adesso, che intendono partecipare". Certo, una critica al fronte progressista. Ma ecco che Michele Serra passa dalla critica all'insulto sostanziale , quando nelle battute finali della sua rubrica sposta i riflettori sul fronte avversario. "Si fa notare che il centrodestra non ha alcun programma comune e che i suoi componenti sono divisi su molte cose, per esempio la politica estera", premette. "Ma sono molto differenti i due corpi elettorali - riprende -, quello di centrosinistra più critico, più esigente. Meno facile da accontentare. A desta basta un no all'immigrazione che a sinistra deve diventare, necessariamente, come governare l'immigrazione e lavorare per l'integrazione . È più difficile. Dunque ci vuole più tempo per capire il da farsi: e il tempo stringe", conclude Michele Serra. Insomma, l'elettore di centrodestra è facilone, gli basta uno slogan , un "no" all'immigrazione. La consueta spocchia, insomma. Forse proprio quella spocchia per la quale il centrosinistra, spesso e volentieri, viene respinto con perdite dagli elettori...
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