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Nicola Fratoianni in piazza, vuole più tasse: "Non possiamo più rimandare" | Collector
Nicola Fratoianni in piazza, vuole più tasse:
Quotidiano Libero

Nicola Fratoianni in piazza, vuole più tasse: "Non possiamo più rimandare"

Per quest’anno non cambiare, stesso slogan da gridare. La sinistra ripete se stessa e così torna anche per l’estate 2026 il solito refrain dei ricchi da tassare perché come diceva una nota telenovela degli anni Ottanta Anche i ricchi piangono e più sono benestanti più devono frignare. È la soluzione dei compagni con la Tesla, infatti a lanciare il grido di battaglia è il leader ex rifondarolo Nicola Fratoianni , il quale ha annunciato l’evento del 5 giugno in programma a Milano dal titolo : Tax the rich , cioè tassa il ricco promosso dalla European Left Alliance (Ela), che unisce 11 partiti di sinistra da tutto il continente e per l’Italia quello di Fratoianni e consorte. «È arrivato il momento di tassare i ricchi e ridistribuire le ricchezze. Non possiamo più rimandare questa azione», ha dichiarato ieri il socio di Angelo Bonelli: «Tassare i ricchi, i profitti delle multinazionali e i grandi patrimoni, in un’epoca in cui la crescente concentrazione di potere e capitali mette a rischio la democrazia. Servono proposte concrete da condividere a livello europeo». La questione, però, è che la sua idea sembra non trovare grande entusiasmo tra gli alleati. Perché se è vero che ci sono enormi patrimoni nelle mani di pochissimi tycoon, è altrettanto vero che molti non votano a destra e non sono d’accordo con la ricetta tartassa-ricchi. Ma neppure nella minoranza c’è unione sul cavallo di battaglia di Fratoianni, lui però insiste: «Non esiste una proposta di sinistra che non metta al centro il tema delle disuguaglianze. Una delle più grandi ingiustizie del nostro tempo è rappresentata dal fatto che lavoratori e lavoratrici contribuiscono al benessere collettivo con le loro tasse, in maniera più significativa dei super ricchi e delle grandi aziende. È ora di dire basta». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47673051]] La collega eurodeputata europea Catarina Martins , copresidente di Ela, gli dà man forte: «L’inflazione ha aumentato drasticamente la povertà in Europa, e ciò è dovuto in gran parte ai profitti realizzati dalle grandi imprese». Per cui, incalza, «la soluzione è tassare i ricchi e redistribuire la ricchezza per costruire democrazie migliori per cittadini». La proposta del leader di Avs è osteggiata all’interno dello stesso campo largo dove stanno ancora decidendo il programma e chi dovrà guidare la coalizione. Andare in piazza per chiedere nuove tasse, poi, non ha mai portato benissimo, infatti sulla patrimoniale il Pd nicchia. Sa che è controproducente e allontanerebbe gli elettori. In più non farebbe che alimentare l’idea che in Italia è impossibile fare impresa con il risultato che i pochi detentori di capitali veri sposterebbero altrove il tesoretto. Se si aumenta la pressione fiscale su chi produce ricchezza, infatti, l’effetto è noto: fuga dei capitali all’estero dove il fisco non morde e la burocrazia dà meno problemi che da noi. Non è un caso, infatti, se la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di recente all’assemblea di Confindustria, ha lanciato l’allarme sulla troppa burocrazia anche a livello europeo. Il progetto Tax the rich è promosso a livello di gruppi di sinistra in Ue, ma Fratoianni vorrebbe innanzitutto farne un tema da campagna elettorale per le Politiche del 2027. Solo che tra i partiti dell’opposizione il tema non è molto popolare e di patrimoniale non si vuole parlare. «Non nel programma», hanno detto chiaro grillini e dem, con il il responsabile economico del Pd, Antonio Misiani, che a livello nazionale non ci vuol sentire, ma preferisce spostare la discussione in Europa. Ecco quindi, che l’idea di tassare i ricchi in Italia non trova terreno fertile in una minoranza ancora in cerca di una bussola, ma forse a Bruxelles, se l’unione fa la forza, la ricetta marxista prova ad avanzare. «C’è un forte rischio di elusione , di spostamento della ricchezza», ha detto Misiani nel leggere la trovata di Fratoianni. «La scala europea è il livello più adeguato». Del resto, i socialisti già nel 2024 avevano sottoscritto un accordo in tal senso. Il centrodestra, invece, è sempre stato compatto: nessuna patrimoniale, i cittadini sono già fin troppo vessati.

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